Roma: anarchiche le bombe delle ambasciate
E’ sempre più verosimile la pista anarchica. Le due bombe che il 23 dicembre, a Roma, hanno ferito gravemente due impiegati delle ambasciate rispettivamente di Svizzera e Cile potrebbero essere opera del FAI. La federazione anarchica informale. La tecnica usata è la stessa di altri attentati in Italia e all’estero, firmati sempre dalla stessa organizzazione.
La rivendicazione, scritta su un biglietto, era dissimulata dentro un plico rinvenuto vicino all’addetto dell’ambasciata cilena, rimasto ferito “Abbiamo deciso di far sentire di nuovo la nostra voce con le parole e con i fatti.. Distruggiamo il sistema di dominio. Viva la Fai. Viva l’anarchia”. Questo il tenore della missiva
Si confermerebbe, dunque, la pista anarchica per i due attentati del 23 dicembre che hanno ferito gravemente due impiegati delle due ambasciate prese di mira. D’altra parte, come lasciano trapelare gli inquirenti, la tecnica usata per gli attentati di giovedì scorso cioè la spedizione per posta di videocassette riempite con bulloni ed esplosivo, è la stessa di altri attentati analoghi sia in Italia sia all’estero. Gli inquirenti stanno, intanto, verificando se ci siano dei riscontri possibili per confermare anche il legame fra gli attentatori di Roma e gruppi similari in Grecia, autori negli ultimi mesi, ad Atene, di attentati analoghi contro diverse rappresentanze diplomatiche straniere fra le quali anche quella svizzera.
Red.
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