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Il PD difende i frontalieri

21 novembre 2010 – 10:04Un Commento

“100 % Swiss Made?” chiede provocatoriamente il manifesto diffuso nelle regioni di confine dal Partito democratico (Pd). Sotto gli ingranaggi di un orologio svizzero, probabilmente assemblato da frontalieri italiani o francesi, figura la scritta: “Senza frontalieri la Svizzera si ferma”.

Il testo si riferisce alla recente campagna “balairatt” dell’Unione democratica di centro ticinese, che nei suoi manifesti ha rappresentato i frontalieri come famelici topi all’attacco del groviera svizzero. Le federazioni del Pd di Sondrio, Como, Varese e Verbano-Cusio-Ossola hanno voluto rispondere in questo modo ad questa campagna, di cui denunciano il carattere denigratorio nei confronti dei frontalieri.

Il messaggio è chiaro, ha fatto notare Luca Gaffuri, capogruppo del Pd nel Consiglio regionale lombardo, presentando la campagna:“Abbiamo scelto come prodotto simbolo dell’economia svizzera un orologio, i cui meccanismi, da sempre sinonimo dell’efficienza elvetica, funzionano grazie al lavoro di tanti frontalieri che ogni giorno all’alba si alzano e attraversano i confini.”

Il consigliere regionale del Pd Stefano Tosi si è detto preoccupato per l’inasprimento del clima politico osservato in Ticino in vista delle elezioni. “Siamo preoccupati anche della conflittualità che si è evidenziata all’interno della Regio Insubrica,” ha aggiunto Tosi, “a causa di una probabile incapacità di mantenere rapporti di reciproca correttezza che la collaborazione tra confinanti deve prevedere. E’ indispensabile avere una visione comune di queste aree, perché alcune sfide che si avvicineranno nel tempo, come il tema dei trasporti e l’apertura del nuovo traforo del Gottardo in primis, richiedono una visione comune dello sviluppo di questi territori”.

Gli esponenti del Pd lombardo e piemontese sono coscienti del fatto all’inasprimento del clima politico che pregiudica in questo periodo i buoni rapporti fra le regioni svizzere e quelle italiane dell’Insubria, non sono estranee le posizioni assunte da Roma nei confronti della legislazione svizzera in materia fiscale e di protezione dei dati.

Intervistato dal portale Ticinonline, il capogruppo del Partito democratico nel Consiglio regionale lombardo Luca Gaffuri ha criticato le posizione assunte dal governo italiano: “Noi non condividiamo le mosse fatte dal governo italiano, si veda lo scudo fiscale e la black list, riteniamo piuttosto che un governo debba essere capace a intrattenere buoni rapporti anche con gli stati confinanti”.

Red./Comunicato

 

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Un Commento »

  • Andrea scrive:

    Buona parte dell’Insubria fa parte di un paese schifoso, l’Italia, che spinge i lavoratori che si trovano al confine a lavorare oltrefrontiera, in un paese mille volte migliore del nostro e che garantisce stipendi molto più dignitosi. Ma il Ticino non può certo sacrificare se stesso per limitare la disoccupazione italiana. In quel Cantone “per colpa” dell’invasione frontaliera, la disoccupazione è la più alta della Svizzera. E questo della disoccupazione è un fenomeno molto recente, arrivato insieme ai bilaterali che hanno spalancato le porte ai frontalieri.
    La verità è che l’Italia fa schifo, e se la Lombardia non ne facesse parte, ma fosse uno Stato a sè, i suoi abitanti non avrebbero certo bisogno di andare in Svizzera col cappello in mano.
    Ah, i lavoratori frontalieri sono Insubri, non italiani. I veri italiani sono quelli che popolano le assolate lande del meridione e, se gli orologi li fabbricassero loro, smetterebbero di funzioare dopo due giorni.
    Questa è la verità, il resto sono solo balle tricolori.
    INSUBRIA LIBERA, LOMBARDIA LIBERA

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