Strada Lugano-Ponte Tresa: due tunnel per togliere la colonna
Potrebbe venir deciso entro gennaio il nuovo tracciato della strada cantonale fra Agno e Ponte Tresa. I Comuni del Basso Malcantone si sono pronunciati ieri per la costruzione di due tunnel che dovrebbero permettere un importante sgravio del traffico su tutta la strada cantonale.
La Delegazione delle autorità del Basso Malcantone – costituita dai rappresentanti del Dipartimento del territorio, dei Municipi di Agno, Caslano, Croglio, Magliaso, Monteggio, Neggio, Ponte Tresa e Pura, dall’Associazione dei Comuni della Regione Malcantone e dalla Commissione regionale dei trasporti del Luganese – ha preso atto dei risultati finali dello studio di fattibilità e opportunità relativo all’attraversamento stradale Magliaso-Caslano-Ponte Tresa ed alla estensione della FLP fino al confine con Ponte Tresa-Italia.
La preferenza è stata data alla cosiddetta variante C2, che prevede, a livello stradale, la realizzazione di due gallerie: la prima tra la località Vigotti e la Magliasina per l’aggiramento di Magliaso, la seconda tra la Magliasina e la Tresa per l’aggiramento di Caslano e Ponte Tresa. Questo porterà ad un importante sgravio di traffico su tutta la strada cantonale attuale, sulla quale sono previste opere di moderazione.
Tra Caslano e Ponte Tresa si prevede una sistemazione della FLP in superficie con caratteristiche tranviarie, in linea con il nuovo orientamento previsto nell’ambito della Rete tram del Luganese, così da poter mantenere la fermata nel centro di Ponte Tresa e realizzare una nuova fermata a Caslano, in prossimità di via Industrie. L’estensione del tram fino al confine con la Tresa, permetterà di raggiungere l’abitato in sponda italiana e quindi anche i previsti posteggi P+R tramite una passerella.
La delegazione raccomanda ai Comuni la scelta di questa variante. Dopo la procedura di consultazione dei Comuni, vi sarà la decisione definitiva della Commissione regionale dei trasporti che sarà trasmessa al Consiglio di Stato per l’approvazione. L’obiettivo è giungere ad una decisione del Consiglio di Stato ticinese entro il mese di gennaio, quindi ancora entro questa legislatura, così da poter dare avvio al più presto alla procedura di aggiornamento del Piano Direttore, primo passo indispensabile per il consolidamento del progetto.
Red./Comunicato
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