Lavena Ponte Tresa: nuova stazione FLP, un passo avanti
Per tentare di decongestionare il Basso Malcantone, Ticino e Lombardia si accordano per spostare più a sud il capolinea della stazione della Lugano-Ponte Tresa collegandola a un park+ride da costruire sull’ attuale pizza del mercato di Lavena.
Ogni giorno, dal valico doganale di Lavena Ponte Tresa, transitano poco meno di 15 mila vettura. Un traffico composto essenzialmente da frontalieri che causa innumerevoli disagi, sia alla regione del Basso Malcantone, sia ai pendolari stessi costretti a sopportare quotidianamente interminabili code sia in entrata sia in uscita dalla Svizzera. Una situazione insostenibile che ha finalmente costretto il Canton Ticino e la Lombardia a sedersi a un tavolo per verificare possibili soluzioni. Venerdi 19 marzo, il Consigliere di stato ticinese Marco Borradori e l’assessore lombardo ai trasporti e alla mobilità, Raffaele Cattaneo, si sono finalmente ritrovati nella località di confine, per tentare di fare il punto alla situazione. L’idea scaturita è quella di prolungare di 400 metri, verso sud l’attuale stazione della ferrovia Lugano-Ponte Tresa. Da lì, una passarella pedonale, dovrebbe scavalcare il fiume e collegare il nuovo capolinea a un parcheggio a due piani da costruire sull’attuale piazza del mercato. Un progetto che non è nuovo ma che negli ultimi mesi si era bloccato a causa degli attriti fra Svizzera e Italia relativi allo scudo fiscale. La polemica, aveva infatti avuto come conseguenza lo stop, da parte del governo ticinese, di tutti i progetti interreg compreso quello della stazione di Ponte Tresa. Ora, le cose sembrano essersi rimesse sul “binario” giusto. Tuttavia, le incognite non sono poche. Innanzitutto i tempi di realizzazione. Per spostare la stazione ferroviaria bisognerà presumibilmente scavare un tunnel di una certa consistenza e questo evidentemente richiederà del tempo e parecchi soldi. Si stima a questo proposito un investimento di oltre mezzo milione di euro. Evidentemente, se lo scopo del progetto è quello di invogliare i frontalieri della Val Ganna e di Varese a lasciare la vettura nel parcheggio e servirsi del treno per raggiungere il basso Malcantone, la valle del Vedeggio e Lugano, bisognerà prevedere tariffe di trasporto alettanti. Ma la scommessa più grossa sembra essere un’altra. Bisognerà convincere i frontalieri, da sempre abituati a farsi il tragitto lavoro-casa seduti comodamente nella loro vettura, a preferire la ferrovia. Sarà insomma necessario puntare su una nuova educazione alla mobilità.
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