Un museo per Clay Regazzoni: no del figlio!
Gianmaria, figlio dell’ex-pilota di Formula 1 Clay Regazzoni, non condivide l’idea di istituire un museo dedicato al padre: “Gli ideatori pensano solo ai loro interessi”.
Clay Regazzoni è stato sicuramente una delle personalità sportive ticinesi e svizzere più note.Deceduto in un incidente stradale nei pressi di Parma nel 2006, il pilota ticinese è rimasto nei cuori di molti appassionati della Formula 1. Malgrado questo affetto, Lugano, sua città natale, non ha mai pensato di intitolargli almeno una via.
Una delusione espressa da Giorgo Keller, giornalista sportivo e grande “fan” di Clay che vorrebbe ora istituire un museo dedicato al campione. Un tributo per quanto ha dato allo sport automobilistico al canton Ticino e a tutta la Svizzera. Ricordiamo che Clay fu per diversi anni alla guida delle “rosse” di Maranello. Tra il 1970 e il 1979 vinse 5 Gran Premi prima del fatale incidente di Long Beach nel marzo 1980 che lo costrinse in sedia a rotelle. Keller è convinto di riuscire a trovare una sede per il museo e riunire i cimeli del campione in pochi mesi. Si tratta solo di trovare una sede adeguata.
Ma l’idea non piace al figlio Gianmaria secondo il quale i promotori pensano soprattutto ai loro interessi.
“Questa gente – ha detto Gianmaria al quotidiano LaRegione – usa il nome di mio padre soltanto per fare i propri interessi. Per questo motivo sono contrario all’iniziativa. Quando si trattava di contribuire alla nostra fondazione in favore dei paraplegici, nessuno si è fatto avanti”. Insomma, dalle parole del figlio di Clay traspare molta amarezza contrarietà. Un pessimo auspicio per il progettato museo. Ma i promotori sembrano convinti di potercela fare comunque.
Red.
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Chiamato in causa dalla citazione, mi preme precisare.
1. Ben disposti da parte nostra a collaborare con le istituzioni che Clay creò, la signora Alessia Regazzoni (figlia) ci promise a suo tempo di fornirci contatti delle diverse istituzioni. Sono passati tre anni e non é successo nulla.
2. Ciò nonostante, le nostre molteplici richieste di presa di contatto sia con Onlus che con l’IRP di Losanna, sono rimaste a tutt’oggi senza alcuna risposta.
Dunque, prima di sbraitare numeri ai quattro venti, meglio prendere le misure. Cioé: prima di lamentarmi del giardino del vicino, penso a mettere a posto il mio.
Sta di fatto – a meno che si sia a conoscenza del contrario – che finora al di là delle iniziative di swissSpirit.org, poco o nessuno si é dato da fare per tenere acceso un lumicino di ricordo di Clay (vedi anche http://www.clayregazzoni.ch).
Giorgio Keller
swissSpirit.org