L’esercito nelle scuole: perplessità e proteste
Tafferugli fra studenti e polizia a Milano in occasione della protesta inscenata da un gruppo di studenti e da militanti di un centro sociale contro il protocollo – sottoscritto dalla direzione scolastica della Lombardia e dal comandante regionale dell’Esercito – che prevede lo svolgimento di lezioni da parte di ex soldati nelle scuole superiori.
L’iniziativa verrà attuata anche nelle scuole del Varesotto. Il progetto “Allenati per la vita”, presentato lunedì presso la sede della Provincia, prevede la tenuta di corsi teorici e pratici destinati agli studenti del quarto e quinto anno delle scuole superiori, con lo scopo di avvicinare il mondo della scuola a quello dell’esercito e più in generale del volontariato.
Il programma, promosso dal ministero dell’Istruzione e da quello della difesa, è definito da un protocollo sottoscritto dall’Ufficio scolastico provinciale di Varese e dall’Ufficio nazionale ufficiali in congedo italiani (Unuci). Durante la parte teorica verranno affrontate materie di interesse civico, culturale e storico, con un’attenzione al diritto sulla cooperazione internazionale e a quello militare.
Nella parte pratica invece verranno eseguite vere e proprie esercitazioni che spazieranno dalle operazioni di pronto soccorso a quelle di gestione delle emergenze più insolite, come incendi, terremoti, attacchi batteriologici, calamità naturali. Infine viene riservata una parte importante ad un vero e proprio corso paramilitare, con attività come tiro con l’arco, esercitazioni al poligono con armi ad aria compressa, orientamento, tecniche di sopravvivenza e comunicazione radio. Cureranno l’addestramento un centinaio di militari in congedo.
Promotori, organizzatori ed ex alunni che hanno preso parte alle scorse edizioni si sono dichiarati entusiasti. Secondo l’Assessore provinciale allo Sport Giuseppe De Bernardi Martignoni, “questi incontri contribuiscono in maniera concreta a insegnare il senso civico, il rispetto delle regole, la cultura della legalità attraverso una serie di attività coinvolgenti e molto apprezzate dai giovani”.
Sulla stessa linea anche il professore Piero Ragazzi, insegnante di educazione fisica al Liceo Scientifico ISIS Valceresio. Secondo il professore, che è stato il primo nella provincia di Varese a suggerire per il proprio istituto il programma “Allenati per la vita”, gli alunni che partecipano al corso imparano il significato di concetti come ordine, disciplina e impegno che divengono “armi fondamentali” per affrontare le prove e le difficoltà della vita scolastica e non solo.
Gli studenti milanesi che hanno protestato contro l’iniziativa si chiedono invece che relazione ci sia fra il rispetto della Costituzione e il tiro con la pistola, previsto ad esempio dal corso Cittadinanza e Costituzione. La terminologia militaresca di certi passaggi del programma ricorda purtroppo quella dei programmi di addestramento paramilitare promossi durante la dittatura fascista, all’insegna dello slogan “Libro e moschetto…”.
Perplessità contro questa iniziativa sono eccheggiate anche dalle pagine della rivista cattolica “Famiglia cristiana”, che ha dato ampio spazio alle discussione nate nei blog su questo singolare abbinamento fra discipline militari e avvicinamento al volontariato.
Mattia Coletto
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