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Nelle scuole italiane arriva il menu a “km zero”

7 agosto 2010 – 08:40Nessun Commento

Cocomeri (foto cc Marco Annunziata)

In alcune regioni italiane, come il Veneto o la Calabria, il provvedimento è già in vigore: nelle mense scolastiche tutto quanto viene servito agli allievi proviene dalla regione stessa. Ora questa norma è stata adottata anche dalle linee guida per la ristorazione scolastica fissate dal Ministero italiano della Salute.

Non si tratta solo di insegnare ai bambini il mantenimento della tradizione. Il menu “a chilometri zero”, cioè l’elaborazione di piatti utilizzando alimenti di stagione, tipici della regione di residenza, contribuisce ad arricchire e qualificare l’offerta delle mense, e favorisce la conoscenza e l’integrazione fra le generazioni. Positivo, ovviamente, anche il bilancio energetico, visto che si evita lo sperpero di energia per il trasporto.

Niente ciliegie o pesche a Natale, dunque, ma arance in Sicilia, mele nel Veneto e mandarini in Basilicata: una offerta insomma basata soprattutto su prodotti regionali. Il provvedimento è sostenuto dall’associazione dei coltivatori italiani Coldiretti, che sottolinea la grande varietà dei prodotti agroalimentari presenti nelle regioni italiane.

L’Italia puo’ contare su 4511 prodotti agroalimentari ottenuti secondo regole tradizionali antiche tramandate nel tempo. A prevalere tra le specialità “salvate dall’estinzione” i 1.362 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1.263 verdure fresche e lavorate, 748 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 461 formaggi, 154 bevande tra analcoliche, liquori e distillati e 150 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.). La Toscana è la regione che presenta la “biodiversità” più ricca, seguita da Veneto, Lazio e Piemonte.

Mercati regionali, vendita diretta, informazione dei consumatori e provvedimenti come quelli adottati nelle scuole italiane contribuiscono al mantenimento della “biodiversità”, che oltre a garantire una vasta scelta di prodotti di qualità, è importante per la salvaguardia dell’equilibrio ecologico.

Red./Coldiretti

 

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