Frontalieri: fuori da San Marino!
Se nel Canton Ticino é soprattutto la Lega ad accusare i frontalieri di rubare il lavoro agli svizzeri, a San Marino, non ci si limita alle minacce. La Repubblica del Titano li licenzia senza troppo complimenti e tutta per colpa di Tremonti.
E’ difficile che il Canton Ticino possa fare a meno dei frontalieri italiani. Esistono interi settori come la vendita al dettaglio, l’industria manifatturiera o la sanità, che senza i lavoratori italiani dovrebbero chiudere. La Lega dei ticinesi, da mesi, da quando cioè Tremonti ha lanciato il terzo scudo fiscale, tuona che bisogna lasciarli a casa. I sindacati sono invece preoccupati per il dilagare del “dumping” salariale, praticato sui frontalieri, che fa aumentare il numero dei disoccupati svizzeri.
Tuttavia, a prescindere dalla minacce, nel cantone svizzero, per il momento, nessuna si sogna di rinunciare ai frontalieri. San Marino, invece, non ci ha pensato due volte. Messo sotto pressione dall’ “offensiva Tremonti”, che sta influendo pesantemente sulle attività finanziarie ma anche produttive, il piccolo Principato, ha iniziato a licenziare o a non più rinnovare i permessi di lavoro ai lavoratori italiani. Secondo quanto scrive la stampa, dall’inizio dello scorso anno, sono stati almeno 400 le persone rimaste a casa sulle 6 mila che normalmente lavorano nell’ enclave.
L’Anis, l’associazione nazionale dell’industria sammarinese, denuncia un disagio senza precedenti. Molte piccole e media aziende chiudono, licenziano e magari riaprono, impiegando solo personale locale (se lo trovano). Oltre la frontiera, nel Pesarese e nella Provincia di Rimini, molti paesi come San Leo o Fratte sono diventati desolati luoghi di disoccupazione. L’80% della popolazione attiva era, infatti, impiegata a San Marino.
Ciò che più preoccupa è il dilagante clima di diffidenza e di paura, dicono i sindacati. A San Marino, tutti dicono che gli italiani se ne devono andare. La Repubblica del Titano si richiude su sé stessa consumando la sua vendetta silenziosa contro l’Italia. A pagare le tensioni fra i due stati, sono ancora una volta gli incolpevoli frontalieri.
Mario Besani
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