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San Gottardo: è storia

15 ottobre 2010 – 22:52Nessun Commento

Alle 14.00 con precisione svizzera, la fresatrice Sissi si rimette in moto. Deve scavare ancora pochi metri, quello che ancora separa il cunicolo a sud da quello a nord. Alle 14.17, l’ultimo diaframma cede e poco dopo i minatori delle due parti possono darsi finalmente la mano e passarsi una statua di Santa Barbara la protettrice dei minatori. La montagna è vinta!

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LA SCHEDA TECNICA (video)

Nelle viscere delle Alpi l’emozione è grande. Politici, autorità, invitati, giornalisti. Tutti festeggiano questo nuovo pezzo di storia vergato nel cuore delle montagne svizzere. Si sprecano gli applausi, gli abbracci i discorsi. Si ricordano le otto vittime perite nel cantiere. Si ringrazia il lavoro  epico dei minatori. L’avvenimento, diffuso in tutto il mondo dalla Tv svizzera, è stato seguito anche a Lussemburgo dai ministri dei trasporti dell’UE che si sono complimentati con la Svizzera.

Ministri che hanno però dovuto sorbirsi la reprimenda dell’omologo svizzero, Moritz Leuenberger. “Spero che presto questo tunnel avrà dei fratelli”, ossia le tanto attese vie d’accesso a nord e a sud.

La galleria di base del San Gottardo, elemento centrale della nuova linea ferroviaria, potrebbe entrare in funzione già nel 2016, un anno prima del previsto. L’opera, di 57 chilometri -la più lunga galleria del mondo- dovrebbe dare un impulso al trasferimento dalla strada alla ferrovia dei trasporti merci tra nord e sud e ridurre i tempi di viaggio tra Zurigo e Milano dalle attuali 3 ore e 40 minuti a 2 ore e 50.

Le nuove incognite

Se oggi era il giorno della festa, il futuro per la grande opera si presenta pieno di insidie.  Il direttore dell’Ufficio federale dei trasporti (UFT) Peter Füglistaler ha infatti ammesso che i costi di manutenzione del traforo saranno più alti del previsto.

L’altra grande incertezza è costituita dalla mancanza dei raccordi alla linea Alptransit a nord e a sud, “è imperativo che Germania e Italia rispettino gli impegni presi nel trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia”, ha rammentato il direttore dell’UFT. Ma si confini con la Svizzera, le opere di collegamento con la nuova linea stanno accumulando notevoli. Infatti, in Germania, i cantieri sul tracciato Basilea – Karlsruhe sono continuamente rallentati dai ricorsi degli ambientalisti. In Italia, invece, l’impressione è che si sia ancora in alto mare. Intervistato dal Tg della Tv svizzera, il ministro dei trasporti italiano Altero Matteoli (che oggi non era presente al San Gottardo) ha lasciato capire che Roma -per il momento- non dispone dei mezzi per costruire il raccordo previsto fra Chiasso e Monza. Ma il deficit italiano va probabilmente oltre. Infatti, non sembra esistere una chiara strategia sul futuro del trasporto merci. A denunciarlo é anche la prima cittadina di Genova, Marta Vincenzi. “In Italia non si comprendono l’importanza del Terzo Valico ferroviario Genova-Milano e la centralità del porto genovese per i collegamenti con l’Europa -ha detto. “Bisogna registrare la miopia del nostro paese. È un ritardo che Genova deve rimarcare trovando nella Svizzera l’alleato giusto”.

Mario Besani


 

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