Inchiesta del fisco sull’eredità Agnelli
L’Agenzia dell’Entrate avrebbe avviato un’inchiesta sull’eredità di Gianni Agnelli. L’indagine riguarderebbe oltre un miliardo di euro in beni depositati in Svizzera sconosciuti al fisco italiano. A determinare l’apertura dell’inchiesta è stata l’azione legale avviata dalla figlia dell’Avvocato, Margherita, nei confronti dei gestori del patrimonio del padre e di conseguenza contro la madre, Marella Agnelli.
Ma andiamo all’antefatto: nel febbraio 2004, la figlia dell’Avvocato Margherita Agnelli de Pahlen e sua madre Marella Caracciolo Agnelli raggiungono un accordo sull’eredità. A Margherita spettano le varie residenze – tra cui Villa Frescot, e villa Villar Perosa – oggetti d’arte (lei stessa è un’esperta pittrice) e titoli azionari per un valore complessivo di 1 miliardo e 166 milioni. Alla madre va invece una rendita che Margherita si impegna a versare ogni mese. Ma la ‘pace’ per la successione dura poco: dopo tre anni, Margherita avvia una causa nei confronti della madre, perché si ritiene danneggiata dai patti ereditari e chiede che vengano annullati gli accordi. Non solo, ma la figlia dell’Avvocato trascina in giudizio l’avvocato di famiglia Franzo Grande Stevens e l’ex presidente dell’Ifil Gianluigi Gabetti: il suo sospetto è che esisterebbero società in Italia e all’estero di cui non sarebbero a conoscenza né lei né la madre.
Con il ricorso in tribunale Margherita Agnelli de Pahlen “non intende mettere in dubbio la correttezza personale di Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, i gestori del patrimonio Agnelli, né ridiscutere gli assetti societari del gruppo e nemmeno rientrare in Fiat (Milano: F.MI – notizie) “. Erano queste le parole con cui lo staff legale di Margherita, alla vigilia del primo round in tribunale del 10 gennaio 2008, spiegava i motivi alla base dell’azione legale intentata dalla figlia dell’Avvocato, che vuole soltanto ricostruire “a beneficio di tutti gli eredi” l’entità del patrimonio caduto in successione, tracciando un quadro completo di quanto è presente non solo in Italia, ma anche all’estero.
Margherita si ritiene danneggiata dai patti ereditari firmati nel 2004 e chiede che vengano annullati. I tre uomini di fiducia, Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron, che avevano lavorato per molti anni a fianco di Giovanni Agnelli sono stati coinvolti nella causa come presunti gestori del patrimonio privato dell’Avvocato. Margherita chiede che il tribunale ordini ai tre manager di predi-sporre un rendiconto completo del patrimonio dell’Avvocato, nella presunzione che una parte sia stata occultata.
Margherita ha inoltre parlato dell’esistenza di nove fra società e trust – i cui nomi sono confluiti nell’atto di citazione – presenti in Liechtenstein, negli Stati Uniti e in paesi dei Caraibi. Fra le istanze presentate da Margherita e poi negate dal Tribunale, c’era l’esibizione dei conti di 15 banche italiane ed estere, ritenuti collegati alla successione. Margherita aveva anche chiesto al giudice che venisse ordinato ai tre manager l’elenco delle donazioni, gratuite e onerose, eventualmente fatte da Gianni Agnelli a favore della moglie, cioé sua madre. Anche questa richiesta è stata respinta. Da: Yahoo-Finanza
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