West
mer 21 marzo 2012
Nuovo Studio Foce
via Foce 1 Lugano (TI)
WEST
di Luigi de Angelis e Chiara Lagani; regia di Luigi de Angelis
con Francesca Mazza della Compagnia Fanny & Alexander
Un esperimento di persuasione occulta e il tentativo di ostacolarlo e per lo meno di sottrarvisi in qualche misura. Questo è “West”, che mette in scena il potere persuasivo con cui il nostro Occidente tenta di manovrarci come una marionetta e che la Compagnia ravennate Fanny & Alexander, da vent’anni protagonista nell’ambito del teatro di innovazione, ci invita a contrastare con uno spettacolo che mette a nudo le sofisticate e spesso occulte tecniche persuasive che cercano di plasmare la nostra società.
«Dorothy è sola sulla scena, seduta dietro un tavolino e osserva il pubblico. Passano pochi istanti e, supportata da alcuni brani musicali che persistono per tutta la durata dello spettacolo, comincia un monologo sconclusionato e attraente. (…) Poi il ritmo cresce e crescono a dismisura le ripetizioni, i cambi di tono, l’incedere frenetico. Creano ancor più frizione i gesti dell’attrice, che richiamano alcuni movimenti del quotidiano (…), che sembrano indipendenti dal fluire del discorso. Questa doppia discrepanza si accentua sempre più con il crescere del ritmo della musica, fino a che la situazione pare insostenibile e l’attrice in scena sembra invasa da una forza misteriosa e travolgente. È a questo punto che si svela chiaramente il dispositivo dello spettacolo. L’attrice tramite cuffie esegue contemporaneamente degli ordini riferiti ai gesti da compiere e ripete le parole che le vengono pronunciate. Per tutta la durata dello spettacolo è come se il cervello della straordinaria Francesca Mazza fosse diviso a metà e in grado di rispondere a stimoli differenti nello stesso momento. Un meccanismo di feroce eterodirezione le viene imposto sulla scena: si trova a ripetere testi che non a caso riguardano il potere occulto dei media e della pubblicità. (…) West parla di tutto questo, ma ancor di più del suo opposto. Francesca Mazza esegue tutte le indicazioni che le vengono passate in cuffia, ma in qualche modo tenta sempre di reinterpretarle, di farle sue. Per questo più che di eterodirezione “West” parla di una forma di resistenza da attuare all’interno di un sistema che non sembra prevedere vie di fuga. In definitiva l’attrice, pur bombardata dagli impulsi esterni, pur ingabbiata in una stanza chiusa da cui pare impossibile uscire, lotta caparbiamente per conservare un piccolo residuo di umanità, una vibrazione, segnale netto di una presenza che non vuole rassegnarsi» (da Rodolfo Sacchettini, “Il “West” di Fanny & Alexander”, VeneziaMusica e dintorni, luglio/agosto 2010).
“Nello spettacolo non è importante quel che si dice, ma come si dice. La forma prevale sulla sostanza. E Francesca Mazza è bravissima a tenere saldi i tempi e i ritmi di un discorso che porta alla dissoluzione” (La Stampa); “Il nuovo spettacolo di Fanny & Alexander che ho visto ieri al Festival delle Colline Torinesi, è teso, vibrante, a tratti schizofrenico, bellissimo. Il flusso di parole e testi sottotraccia è persino ipnotico e porta all’eccesso la nostra “connettività”, le nostre mitologie usa e getta” (Il Sole-24 Ore).
Ore 20.30
www.luganoinscena.com



