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“Giochi d’estate” di Rolando Colla miglior film svizzero

18 marzo 2012 – 06:54Nessun Commento

Rolando Colla (a sinistra) sul set di "Giochi d'estate" (foto Peackock Films)

Il film “Giochi d’estate” del regista svizzero di origine italiana Rolando Colla e coprodotto dalla Radiotelevisione svizzera di lingua italiana ha ricevuto a Lucerna il Quartz 2012, l’”Oscar” del cinema svizzero. Il film è stato premiato anche per la miglior fotografia e la miglior sceneggiatura. L’attrice ticinese Carla Juri è stata designata miglior interprete femminile per il suo ruolo nel film “Eine wen iig, dr Dällebach Kari».

«Giochi d’Estate» racconta la storia di Nic, in vacanza con i genitori – la coppia di immigrati italiani Adriana e Vincenzo, interpretati da Alessia Barela e Antonio Merone – in Toscana. I genitori sono in crisi e Nic (Armando Condolucci) è testimone della volgarità e violenza del padre. Fa amicizia con Marie, una coetanea svizzera che trascorre le vacanze nello stesso campeggio. Marie soffre del mancato rapporto con il padre, e Nic prova a insegnarle a non provare alcun sentimento. I due adolescenti scoprono le sofferenze e le gioie del primo amore, primi passi decisivi verso una vita da adulti.

Alessia Barela e Armando Condolucci in "Giochi d'estate"

“La trama del film – ha spiegato il regista – è ispirata alla mia infanzia. I miei genitori, entrambi italiani, si trasferirono in Svizzera affrontando una vita di stenti e privazioni. Mia madre, mio fratello ed io eravamo spaventati dal carattere violento di mio padre, dalle sue urla. Ho cercato di analizzare quella forza oscura e incontrollabile che alberga in noi e ci allontana da una vita normale.”

Carla Juri, miglior interprete femminile (foto Felix von Muralt)

Con il suo quarto lungometraggio, presentato fuori concorso al Festival di Venezia, Rolando Colla ha proposto un film delicato e commovente che tematizza l’adolescenza in modo forte e senza manierismo. Uno scenario rigoroso, una rappresentazione luminosa, una fotografia straordinaria e giovani attori carismatici fanno di questo film un’opera in grado di toccare un vasto pubblico.

Il premio per il miglior documentario è andato a “Vol spécial” di Fernand Mélgar, la cronaca della vita quotidiana nella prigione ginevrina in cui sono detenuti i richiedenti l’asilo destinati a venir rimpatriati. Il regista ha dedicato il premio al rifugiato nigeriano morto a Zurigo due anni fa mentre veniva imbarcato con la forza sull’aereo che doveva riportarlo in patria.

Red.

 

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