“Giochi d’estate” di Rolando Colla miglior film svizzero
Il film “Giochi d’estate” del regista svizzero di origine italiana Rolando Colla e coprodotto dalla Radiotelevisione svizzera di lingua italiana ha ricevuto a Lucerna il Quartz 2012, l’”Oscar” del cinema svizzero. Il film è stato premiato anche per la miglior fotografia e la miglior sceneggiatura. L’attrice ticinese Carla Juri è stata designata miglior interprete femminile per il suo ruolo nel film “Eine wen iig, dr Dällebach Kari».
«Giochi d’Estate» racconta la storia di Nic, in vacanza con i genitori – la coppia di immigrati italiani Adriana e Vincenzo, interpretati da Alessia Barela e Antonio Merone – in Toscana. I genitori sono in crisi e Nic (Armando Condolucci) è testimone della volgarità e violenza del padre. Fa amicizia con Marie, una coetanea svizzera che trascorre le vacanze nello stesso campeggio. Marie soffre del mancato rapporto con il padre, e Nic prova a insegnarle a non provare alcun sentimento. I due adolescenti scoprono le sofferenze e le gioie del primo amore, primi passi decisivi verso una vita da adulti.
“La trama del film – ha spiegato il regista – è ispirata alla mia infanzia. I miei genitori, entrambi italiani, si trasferirono in Svizzera affrontando una vita di stenti e privazioni. Mia madre, mio fratello ed io eravamo spaventati dal carattere violento di mio padre, dalle sue urla. Ho cercato di analizzare quella forza oscura e incontrollabile che alberga in noi e ci allontana da una vita normale.”
Con il suo quarto lungometraggio, presentato fuori concorso al Festival di Venezia, Rolando Colla ha proposto un film delicato e commovente che tematizza l’adolescenza in modo forte e senza manierismo. Uno scenario rigoroso, una rappresentazione luminosa, una fotografia straordinaria e giovani attori carismatici fanno di questo film un’opera in grado di toccare un vasto pubblico.
Il premio per il miglior documentario è andato a “Vol spécial” di Fernand Mélgar, la cronaca della vita quotidiana nella prigione ginevrina in cui sono detenuti i richiedenti l’asilo destinati a venir rimpatriati. Il regista ha dedicato il premio al rifugiato nigeriano morto a Zurigo due anni fa mentre veniva imbarcato con la forza sull’aereo che doveva riportarlo in patria.
Red.
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