Mendrisio-Varese, lavori fermi. A partire è solo un’azione legale
L’Arcisate-Stabio finirà in tribunale. I Comuni di Arcisate, Induno Olona, Cantello e la Comunità montana del Piambello hanno deciso di rivolgersi alla magistratura e di chiedere i danni per il cantiere eterno che sta devastando i loro paesi, contro l’ennesimo blocco dei binari italiani.
Sarà stata la vergogna di aver visto inaugurato il tratto svizzero fra le risatine di scherno dei ticinesi nei confronti degli italiani. Sarà un modo per accelerare l’iter di riassegnazione del cantiere. Oppure sarà l’estremo tentativo di portare a casa almeno qualche euro per mitigare il fatto di avere dei paesi sventrati da un cantiere che non si sa quando finirà. Sta di fatto che è di oggi (mercoledì 3 dicembre) la notizia che i Comuni della Valceresio e la Comunità montana del Piambello hanno deciso di portare in tribunale chi ha bloccato i lavoro della ferrovia-Odissea. I primi cittadini hanno detto basta e, compatti, hanno sottoscritto un comunicato durissimo contro la situazione. Eccolo: “Dopo la scelta di Rete ferroviaria italiana di rescindere il contratto con l’impresa appaltatrice, senza aver avviato il benché minimo confronto preliminare con le realtà locali, come tutti sanno travolte dal cantiere e meritevoli di ben altro rispetto e considerazione, a seguito di un incontro congiunto abbiamo deciso di intraprendere un’azione legale comune, con lo scopo di far valere i diritti calpestati del territorio e dei propri concittadini”.
I municipi si sono mossi prima dell’ennesimo tavolo convocato a Roma per l’11 dicembre, esprimendo “lo sconcerto che la nostra popolazione vive sulla propria pelle per una situazione a dir poco paradossale. Mettiamo quindi in atto questa iniziativa legale a tutela dei nostri cittadini, adesso che questo tipo d’azione non può determinare altri ritardi visto che da “altri” è stata decisa la sospensione dei lavori. Ci rivolgiamo alla competente Autorità giudiziaria certi che i territori, le imprese e i cittadini non possano sopportare ulteriori ritardi subendo nuovi ed ingiustificati danni patrimoniali e non patrimoniali”. Firmato Marco Cavallin (sindaco di Induno Olona), Angelo Pierobon (Arcisate), Nicola Gunnar Vincenzi (Cantello e presidente della Provincia di Varese) e Maria Sole De Medio (presidente della Comunità Montana del Piambello).
Che succederà? Due le ipotesi: l’iter per la riassegnazione del cantiere e quello dell’azione giudiziaria proseguiranno per conto proprio. Oppure i lavori potrebbero essere rallentati da eventuali azioni della magistratura chiamata in causa. Ad ogni modo prima del 2017, come detto da Rfi all’inaugurazione svizzera, non si vedrà un treno. Anche se in molti, ufficiosamente, considerano quella data l’ennesima boutade italiana.
Nicola Antonello
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