In aumento gli accertamenti fiscali sui frontalieri
Sarebbero già 20’000, dall’inizio dell’anno, gli accertamenti fiscali avviati dall’Agenzia delle entrate sui lavoratori frontalieri. Come riferisce il sito Verbanonews.it, il tema è stato affrontati durante un incontro promosso a Cannobio dal sindaco Giandomenico Albertella. La situazione preoccupa le istituzioni della regione di confine.
I nuovi strumenti di verifica fiscale adottati dall’Agenzia delle entrate, come il redditometro e lo spesometro, permettono al fisco di identificare il divario fra quanto un soggetto fiscale dichiara al fisco e quanto spende effettivamente. I frontalieri, che sono esentati dall’obbligo di pagare le imposte sul reddito realizzato in Svizzera, automaticamente in Italia spendono più di quanto dichiarano. Una situazione che può portarli ad entrare nel mirino del fisco italiano, anche se la loro situazione è perfettamente legale.
Gli uffici dell’Agenzia delle entrate in zona di frontiera sono evidentemente al corrente del fatto che i frontalieri fiscali sono esonerati dalla dichiarazione dei redditi in Italia. Ma sembra che in molti casi, anche per la mancanza di uno statuto giuridico riconosciuto per il frontaliere, le autorità fiscali procedano a verificare la situazione attraverso un accertamento. In questi casi devono essere pronti a produrre la documentazione che dimostri che la fonte del loro reddito si trova in Svizzera e l’avvenuto pagamento dell’Imposta alla fonte in Svizzera.
Red.
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La notizia da verbanonews parla di 20′000 accertamenti inviati tramite lettera ad altrettanti lavoratori frontalieri “fuori dai 20 km”. La cosa non sorprend vista la poca esperienza che tali lavoratori frontalieri (fuori dai 20 km) possono avere in termini di correttezza della dichiarazione fiscale.