Salmonellosi: attenti agli insaccati!
E’ preoccupante il rapporto dell’ASL di Varese appena pubblicato. Infatti, un terzo delle imprese alimentari della provincia non sono conformi alle norme igienico-sanitarie. Il tasso più alto è stato riscontrato nel settore della lavorazione delle carni. A rischio sono soprattutto gli insaccati. Se mal conservati e lavorati non rispettando le norme, sono formidabili vettori di listeria e salmonellosi.
Un’impresa alimentare su tre nella provincia di Varese, risulta non conforme alle norme igienico-sanitarie previste. Questi sono i risultati allarmanti dell’attività di controllo sulla sicurezza alimentare effettuata dall’Asl di Varese nel 2013. Ne parla il quotidiano La Provincia.
Su 3’474 aziende controllate lo scorso anno, più del 30% presentavano carenze importanti per ciò che attiene alle direttive relative alla lavorazione e alla messa in commercio di derrate alimentari. Complessivamente, sono state undici le sanzioni amministrative emesse. Il gestore di un bar di Busto Arsizio è stato addirittura denunciato alle autorità penali: oltre a produrre e vendere prodotti di pasticceria senza essere autorizzato, utilizzava per la produzione alimenti scaduti.
Macelleria a rischio
Il settore alimentare maggiormente a rischio, secondo gli esperti dell’Asl, è quello della “macelleria”, dove si sono registrati i i problemi più peoccupanti. Infatti, la percentuale di non conformità, in queso caso, è pari al 44%.
“I problemi esistono nei macelli piccoli – spiega alla Provincia Antonio Ansaldo, responsabile dell’area B del Distretto Veterinario dell’Asl – e nei laboratori di pronta produzione, come ad esempio i salumifici, dove abbiamo registrato dei valori che danno a pensare”. Il segnale che qualcosa non va è comprovato dall’alto numero di infezioni registrate nel corso del 2013: sono state 33 le persone che hanno manifestato sintomatologie gastroenteriche. “La causa scatenante in ognuno di questi casi – precisa -sempre alla Provincia- Maria Rita Cremona, responsabile dell’igiene alimentare del distretto Socio Sanitario dell’Asl – è stata l’assunzione di cibo conservato e manipolato in modo non corretto a livello familiare”. Non per nulla, sono in aumento i casi di listeria (cinque), un batterio che si trova nell’acqua e nel terreno, e di salmonellosi (105 in totale, di cui solo due legati ad alimenti preparati). “Verificando insaccati freschi, salsicce e salumi freschi -dice ancora la Dott.essa Cremona- il valore non ufficiale comunicato dalla Regione indica nella nostra provincia una positività alla salmonellosi pari al 15%”. Insomma, anche per i molti clienti svizzeri che spesso si recano oltre frontiera a fare la spesa, si impone una certa prudenza sopratutto quando si tratta di acqusitare carne e insaccati.
MB
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