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Il blocco dei ristorni potrebbe pregiudicare la trattativa fiscale con l’Italia

23 maggio 2014 – 08:21Nessun Commento

Villa Negroni, sede dell'Associazione dei banchieri ticinesi (foto Infoinsubria)

La piazza finanziaria ticinese non ha ancora superato la difficile fase in cui si trova. Al clima generale di preoccupazione, sottolineato in occasione dell’assemblea dell’Associazione bancaria ticinese, contribuisce in particolare anche la mancanza di progressi del negoziato fiscale con l’Italia, che permetterebbe di chiarire i rapporti con la clientela italiana. Nel suo intervento, il segretario di Stato Jacques de Wattewille si è detto fiducioso sull’esito delle trattative fiscali in corso con l’Italia, ma ha  affermato che un eventuale blocco dei ristorni potrebbe mettere in pericolo le trattative.

D’altro canto Claudio Generali, confermato per altri tre anni alla Presidenza dell’ABT, ha sottolineato l’urgenza di uscire da questa “impasse”, chiedendo a Berna maggiore considerazione delle rivendicazioni ticinesi. Una modifica della tattica negoziale, senza giungere ad una crisi diplomatica, potrebbe smuovere le acque e portare a dei risultati più tangibili. La Consigliera di Stato Laura Sadis è intervenuta portando il saluto del Governo ticinese e ha affrontato gli importanti temi d’interesse per il mondo economico e finanziario, inclusi i cambiamenti in atto sul piano internazionale e svizzero, così come l’attuale negoziato fiscale fra Svizzera e Italia.

Il Direttore ABT Franco Citterio ha infine ricordato il persistente consolidamento in atto nel settore bancario ticinese, caratterizzato da numerose acquisizioni e fusioni tra istituti. Si tratta di un processo strutturale che continuerà nel breve/medio termine e che conferma le difficoltà delle banche di fronte ad un calo generalizzato dei ricavi e a compiti amministrativi sempre più complessi.

In una prospettiva più ampia l’ABT auspica uno sforzo della piazza ticinese verso la ricerca di mercati e di prodotti più innovativi. Le attività svolte in questi ultimi tre anni da Ticino for Finance, in collaborazione con il DFE, sta portando dei frutti concreti e la recente pubblicazione “Ticino 2020 Riflessioni sul futuro della piazza finanziaria” mette in evidenza che l’innovazione di prodotti e di mercati così come la formazione professionale rappresentano due pilastri sui quali si potrà rimodulare il futuro del settore. In questo senso le attività del Centro di Studi Bancari di Vezia sono già orientate con successo verso un’offerta formativa che tende ad ampliare le competenze e gli orizzonti degli operatori finanziari.

Red./Comunicato

 

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