Quanti italiani fra i Paperoni svizzeri!
Spiccano parecchi nomi italiani nella lista delle 300 famiglie più ricche della svizzera pubblicata dalla rivista economica Bilanz. Fra i più ricchi italiani di Svizzera figurano Ernesto Bertarelli, Gianluigi Aponte e la famiglia Perfetti, che guida la classifica dei patrimoni ticinesi.
Con un patrimonio di più di 10 miliardi di franchi il romano naturalizzato svizzero Ernesto Bertarelli figura al 6. posto della classifica, subito dopo l’industriale russo Viktor Vekselberg. Dopo aver venduto la Serono al colosso farmaceutico Merck, Bertarelli, accanto alle sue gesta velistiche, ha dato il via ad un nuovo progetto, creando a Ginevra un centro di ricerche nel campo delle biotecnologie, della salute e delle scienze umane.
Un importante salto avanti nella classificasi lo registra l’armatore di Sorrento Gianluigi Aponte. Con la vendita del 35% delle azioni della Terminal Investment Ltd ha incassato 1,93 miliardi di dollari. Il patrimonio del proprietario della Mediterranean Shipping Company – la seconda flotta mondiale di portacontainer – e di altre partecipazioni nel campo dei trasporti, viene valutato fra 6 e i 7 miliardi di franchi.
La famiglia Perfetti, domiciliata in Ticino, domina invece il mercato mondiale dei dolciumi per bambini con marchi come Chupa Chups, Brooklyn e Mentos. Il settore non sembra aver risentito della crisi. Nel 2012 è stato realizzato un fatturato di 2,2 miliardi di euro.
Un po’ più in basso nella classifica, ma pur sempre fra i plurimiliardari, figurano gli imprenditori ticinesi, questa volta doc, Sergio e Geo Mantegazza. Nel 2012 i Mantegazza, attivi soprattutto nel settore turistico e immobiliare, secondo le ricerche di Bilanz hanno dovuto affrontare diversi problemi, ma sono riusciti a mantenere le posizioni. Nella stessa zona della classifica si trova il titolare della omonima griffes della moda Ermenegildo Zegna che è pure domiciliato in Svizzera assieme ai suoi miliardi.
Poco sopra la soglia del miliardo si collocano anche i patrimoni della famiglia Agnelli de Pahlen, erede di parte della fortuna di Giovanni Agnelli. In questa categoria si muove pure la ricchezza di Mattia Malacalza, che dopo la lotta per il controllo di Pirelli, di cui possiede ancora il 7% delle azioni, è ora presente soprattutto nel settore immobiliare.
Anche la famiglia Fossati, erede del leggendario inventore del brodo Star, amministra beni per un valore di più di un miliardo. New entry in questa categoria la dinastia dei sarti italiani Loro Piana, titolari dell’ononimo gruppo, leader mondiale nella lavorazione del cashmire. Dopo aver ceduto l’80 per cento delle azioni delle proprie aziende al gigante del lusso francese LVMH, Pier Luigi Loro Piana si è stabilito nell’Engadina.
Fra i superricchi “poveri”, il cui patrimonio non raggiunge il miliardo, troviamo Carlo De Benedetti. Dopo aver incassato 494 milioni dalla famiglia Berlusconi in seguito alla sentenza sul lodo Mondadori, De Benedetti ha lasciato la direzione della Cir. Arriva a “soli” 800 milioni il patrimonio della famiglia di banchieri ticinesi Cornaro, proprietari della banca di Lugano Cornèr.
Seguono poi l’ormai ticinese Carlo Crocco, erede della dinastia del settore orologiero Binda (Hublot), i fratelli Macaluso, figli del torinese Luigi, pure presenti nel settore orologiero con le marche Girard Perregaux e Jean Richard.
Quasi in fondo alla classifica, con un patrimonio di poco superiore ai 100 milioni, troviamo l’italo-canadese domiciliato a Zugo Sergio Marchionne, che se da una parte è riuscito a rilanciare Chrysler, dall’altra si trova ancora confrontato con i problemi del mercato automobilistico europeo.
MA
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