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Si allarga la vicenda Lumino’s

15 ottobre 2013 – 10:53Nessun Commento

Non si placa in Ticino la vicenda legata all’arresto del Direttore del Lumino’s, il postribolo chiuso a fine luglio a nord di Bellinzona. Detenuto con l’accusa di tentata coazione, tentata estorsione, violazione della sfera segreta o privata mediante apparecchi di presa di immagini e la registrazione clandestina di conversazioni, l’uomo aveva tentato di sbloccare la chiusura del suo locale grazie ad un incontro con il Consigliere di Stato leghista Michele Barra cui avrebbe fatto pressioni mostrando il filmato di un alto funzionario del Dipartimento del territorio registrato nel suo locale. Della questione si occuperà oggi il Governo.

Per meglio comprendere quel che sta ruotando in queste ore attorno al Lumino’s, il postribolo a nord di Bellinzona diretto da Luigi Girardi occorre fare un passo indietro, fino al 30 luglio quando su ordine del Municipio di Lumino la Polizia cantonale mise i sigilli al locale. In quell’occasione il suo direttore fece parecchia resistenza tanto che venne fermato dalle forze dell’ordine. La polizia gli sequestrò due telefonini nei quali sarebbero stati trovati filmati, registrazioni ed immagini più che sensibili. Secondo quanto riporta oggi La Regione, proprio nei telefonini di Girardi sarebbero state trovate le registrazioni anche di un incontro avuto dall’uomo con il Consigliere di Stato Michele Barra, in un bar di Bellinzona. Un incontro precedente a quello più recente svoltosi nell’ufficio di Barra durante il quale –secondo quanto il ministro leghista ha riferito alla stessa Regione – l’uomo gli ha mostrato un filmato che riprende un alto funzionario del Dipartimento diretto da Barra, nel suo locale, con tanto di esorbitante fattura di consumazioni mai pagate. Secondo La Regione, Girardi avrebbe chiesto un aiuto per riaprire il Lumino’s e mostrato al ministro – così ha dichiarato Barra al giornale (cfr. edizione di sabato) – “un filmato nel quale si vede un mio funzionario all’interno del Lumino’s e la fattura della sua consumazione. Girardi in quel momento mi ha fatto schifo. Mi sono alzato, ho aperto la porta e gli ho imposto di andarsene (…) In 35 anni di vita lavorativa  il ricatto non è mai entrato in casa mia”. A far scattare le manette ai polsi dell’uomo sarebbe stato, fra le altre cose, anche lo stesso Barra quando la Procura gli chiese se intendesse sporgere denuncia per le registrazioni del primo incontro. Registrazioni fatte a sua insaputa.

Per l’alto funzionario che, forse in orario di lavoro, avrebbe più volte frequentato il locale si prospetta ora l’apertura di un’inchiesta amministrativa, ma anche per il Consigliere di Stato le cose sembrano complicarsi. Secondo quanto riferisce oggi La Regione principalmente a complicare la situazione vi è una lettera che Barra ha indirizzato ai colleghi di Governo solo pochi giorni dopo l’avvenuto incontro con Girardi e con la quale chiede di considerare la possibilità di regolarizzare i postriboli fuori zona edificabile.

“La missiva è datata 23 settembre ed è stata scritta dal capo del Dipartimento del territorio Michele Barra ai suoi colleghi di governo – scrive La Regione – (…) Poche righe, per sottoporre agli altri consiglieri di Stato una sua proposta, una proposta per regolarizzare i postriboli situati in Ticino fuori zona edificabile. Fra questi, guarda caso, c’è il Lumino’s. Che nella lettera però non si cita. Ebbene, secondo Barra sarebbe auspicabile invertire la rotta (proprio così) e rilasciare, riservati i diritti di terzi, le concessioni a tali postriboli che non si trovano appunto in zona edificabile. Perché tanto, sostiene il ministro, la prostituzione è il mestiere più vecchio del mondo, eliminarla è impossibile, sempre ci sarà. Grazie alla sua idea, il meretricio verrebbe praticato perlomeno in zone discrete, discoste, e non in quelle densamente abitate. A detta del titolare del Territorio, la regolarizzazione (o sanatoria) da lui indicata, permetterebbe inoltre un controllo sistematico di coloro che sono dediti al sesso a pagamento e soprattutto di proteggerli dalla lunga mano della malavita.” Allegato alla lettera vi è, poi, il parere dei Servizi generali del Dipartimento nella quale si afferma che “la proposta di per sé non è da scartare (la prostituzione nelle zone abitate è anche fonte di schiamazzi eccetera), tuttavia occorre considerare tutti gli aspetti, compreso quello della parità di trattamento: del resto quanto Barra suggerisce non è mai stato fatto sinora, si tratterebbe quindi di un cambiamento di non poco conto”.

Interpellato sulla vicenda il presidente del Governo Paolo Beltraminelli ha precisato che il Governo si chinerà oggi sulla spinosa questione.

Red.

 

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