L’omicida di Ginevra era in contatto con il Sadico di Romont!
Fabrice Anthamatten, l’omicida franco-elvetico della sua educatrice 34 enne, arrestato domenica in Polonia dopo una fuga di due giorni, in carcere avrebbe tessuto amichevoli legami con il sadico di Romont. Michel Peiry sconta una detenzione a vita per una serie di tremendi delitti a sfondo sessuale. Nel 1986 uccise un giovane diciottenne ticinese.
Secondo quanto pubblica oggi il quotidiano romando Le Matin, Fabrice Anthamatten, che in Svizzera scontava una condanna cumulativa a vent’anni per violenza carnale, in carcere aveva un comportamento singolare. Un detenuto che l’ha conosciuto nelle carceri di Bochuz e Champ-Dollon riferisce infatti che l’uomo era soprannominato “il giustiziere della notte” e girava per il carcere con cappellino e occhiali da sole: “non bisognava essere psichiatri per capire che era fortemente disturbato”.
A far sobbalzare è, soprattutto, l’informazione che Anthamatten chiacchierasse spesso con Michel Peiry, il sadico di Romont, l’uomo che negli anni Ottanta in Svizzera ha lasciato dietro di sé una terrificante scia di omicidi a sfondo sessuale, commessi principalmente su giovani ragazzini che violentava e poi bruciava. Una delle sue vittime è ticinese, un diciottenne leventinese, ritrovato mesi dopo sepolto a fianco del greto del fiume Ticino.
Peiry fu condannato al carcere a vita e la sua richiesta di libertà provvisoria inoltrata nel 2007 fu all’origine della legge sull’internamento a vita dei criminali violenti. Il sadico di Romont, in realtà, dovrebbe essere sottoposto a regime di isolamento, in carcere.
Anthamatten è attualmente detenuto in Polonia. Le procedure per l’estradizione verso la Svizzera potrebbero durare alcuni mesi. In queste ore è in corso l’autopsia sul corpo della 34enne educatrice uccisa dall’uomo con un coltellino svizzero acquistato da Anthamatten addirittura con il consenso dell’autorità carceraria, secondo quanto riferisce la stampa romanda per la quale, tra l’altro, la perizia psichiatrica sulla base della quale è stata autorizzata l’uscita dell’uomo dal carcere per seguire una terapia con i cavalli, era insufficiente e effettuata dal suo medico curante. E` una perizia esterna, invece, l’elemento necessario per la valutazione del dossier relativo a questo particoloare tipo di criminali.
Red.
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