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Rieducava stupratore: donna uccisa a Ginevra

13 settembre 2013 – 22:23Nessun Commento

Adeline Morel, la terapista uccisa

Adeline Morel, socioterapista svizzera di 34 anni, è stata uccisa ieri da uno stupratore seriale, condannato a 10 anni, inserito in un programma di recupero nel carcere di Ginevra. Il corpo della donna è stato ritrovato, oggi nella campagna ginevrina. L’omicida è probabilmente riparato in Germania. In queste ore è braccato dalla polizia svizzera e da quella tedesca. Nella primavera scorsa, sempre in Svizzera, una ragazza di 19 anni era stata violentata e uccisa da un detenuto, condannato per stupro e omicidio, in libertà vigilata.

Sta destando grande impressione, in Svizzera, l’omicidio di Adeline Morel, societerapista di 34 anni, madre di un bimbo di 8 mesi, uccisa ieri da un paziente che stava accompagnando a una seduta di ippoterapia nella regione di Ginevra. Adeline, lavorava presso il carcere di Champ Dollon a Ginevra, ed era un’esperta di casi difficili come quello di cui si stava occupando. Forse è per questo che la donna è stata lasciata sola in compagnia del 39enne, Fabrice Anthamatten, condannato a 10 anni di carcere per avere violentato due donne.

Allarme scattato in ritardo

Ieri, Adeline, lo stava accompagnando a una seduta d’ippoterapia ma i due, al maneggio, non sono mai arrivati. Una sparizione che è apparsa subito sospetto tanto più che i colleghi della terapista si sono accorti della sua assenza con diverse ore dopo. Ritardo che è stato fatale per la donna. Il suo cadavere è stato ritrovato, oggi, non lontano dal maneggio, dove ieri doveva recarsi con Anthamatten. La polizia ha intercettato il telefonino della vittima in Germania, poco fuori dal confine svizzero. E’ lì che le forze polizie elvetiche e tedesche stanno concentrando, in queste ore, le ricerche del fuggiasco.

Le polemiche

Intanto, in Svizzera infuria la polemica. In primo luogo perché Anthamatten era considerato un criminale pericoloso. Con i suoi precedenti, lasciarlo solo con una donna, ha suscitato più di una critica. In secondo luogo, molti cominciano a chiedersi se questo tipo di pregiudicati debba avere terapie particolari da svolgersi anche fuori dal carcere. In primavera, un omicida e violentatore seriale, in libertà provvisoria dopo una lunga terapia, aveva rapito, violentato e ucciso una ragazza di 19 anni, sempre nella regione svizzera di lingua francese.

MB

 

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