Arcisate-Stabio: forse trovata la soluzione
Sarebbe sempre più vicina la soluzione per lo smaltimento degli inerti dello scavo della ferrovia Arcisate-Stabio. Per ora non c’è ancora nulla di ufficiale ma sembra che le autorità lombarde abbiano individuato una cava idonea, per stoccare il materiale di scavo impregnato di arsenico. Oggi, intanto, una sessantina di operai della ICS, ha ripreso il lavoro.
Nessuna ancora canta vittoria ma i segnali, che nelle ultime ore stanno giungendo dal cantiere ferroviario della Arcisate-Stabio, sembrano rassicuranti. La sessantina di operai della ICS ha ripreso, stamattina, il lavoro. Anche le ditte subappaltanti si appresterebbero a fare lo stesso. Insomma, entro pochi giorni, i 250 addetti impegnati sul cantiere dovrebbero ritornare al loro posto. La novità è che oggi, Regione, Provincia e RFI avrebbero indentificato il sito, (si parla della Femar di Viggiù) dove stoccare le scorie dello scavo. Si tratta complessivamente di oltre un milione di metri cubi, impregnati di arsenico, che secondo la legge devono essere messi in sicurezze. Ciò permetterebbe di far ripartire il cantiere, scongiurando il pericolo che la ICS (come aveva annunciato un paio di settimane fa), disdica il contratto. L’appuntamento con il tribunale civile di Roma è comunque confermato per il 15 giugno prossimo ma in mezzo, venerdì 7, ci terrà a Milano una riunione, forse risolutiva, che metterà attorno a un tavolo tutti i partner del progetto, compreso i rappresentanti del governo del Canton Ticino.
MB
Articoli correlati:
- Arcisate-Stabio: se ne riparla a Varese
- Arcisate-Stabio: è finita!
- Arcisate-Stabio: nulla si muove
- Arcisate-Stabio: verso una soluzione?
- Arcisate-Stabio: si chiude
- Stabio Arcisate: il Canton Ticino reagisce
- Ferrovia Stabio-Arcisate: è flop
- Nuovi ritardi per la Stabio-Arcisate
- Arcisate-Stabio: vicenda risolta?
- Arcisate-Stabio: incontro chiarificatore in Regione













