Berna a ferro e fuoco, forse responsabile anche Facebook
Una cinquantina di feriti fra i quali venti poliziotti, danni per centinaia di migliaia di franchi, una sessantina di fermi. E` l’esito della manifestazione non autorizzata “Tanz dich frei” svoltasi sabato notte a Berna e alla quale hanno partecipato diecimila persone che rivendicavano maggiori spazi e libertà per la vita notturna. A far degenerare la situazione (come avvenne pure lo scorso anno) forse ha contribuito anche Facebook nei confronti del quale la Procura valuta l’apertura di un procedimento penale.
Una cinquantina di feriti e le forze dell’ordine confrontate ad un “ massiccio potenziale di violenza”. E`quanto riporta la nota informativa diramata in queste ore dalla polizia di Berna a chiusura di un fine settimana di fuoco nella capitale elvetica. A far discutere, per la degenerazione nella quale è incorsa, è la manifestazione non autorizzata “Tanz dich frei” promossa per rivendicare maggior libertà per la vita notturna cittadina. Diecimila le persone ad avervi partecipato: 50 i feriti, fra i quali 20 poliziotti principalmente colpiti da lanci di pietre, 61 arrestati, nove dei quali sono minorenni, e danni stimati in alcune centinaia di migliaia di franchi. Anche pompieri e soccorritori sono stati aggrediti dai partecipanti.
Si è trattato di una vera e propria notte di fuoco per la pacifica capitale elvetica, con scene di vera e propria guerrilla che hanno impegnato le forze dell’ordine fino all’alba. Gli elicotteri che hanno sorvolato il centro cittadino hanno tenuto sveglia Berna per l’intera notte. Caratterizzata sin dall’inizio da episodi di danneggiamento con spray e furti, la manifestazione è degenerata attorno a mezzanotte nei pressi di Palazzo federale dove alcune persone con il volto coperto da passamontagna hanno attaccato le forze dell’ordine con fuochi d’artificio, pietre, puntatori laser e barriere. La polizia ha replicato usando gas lacromogeni, idranti e proiettili di gomma.
L’autorità cittadina sembrerebbe intenzionata ad adottare una linea durissima nei confronti degli organizzatori e non solo. L’indice è puntato anche contro Facebook che ha funto da strumento di mobilitazione di una manifestazione non autorizzata. Sebbene gli organizzatori abbiano, nel frattempo, deplorato la deriva della manifestazione, d’altro canto stigmatizzano la presunta veemenza dell’intervento delle forze dell’ordine che, concentrate sulla protezione di Palazzo federale, avrebbero scatenato la rabbia dei presenti.
Il Pubblico ministero bernese ha comunicato oggi di aver aperto un’inchiesta penale nei confronti di ignoti per danni a cose e persone, violenza, minacce contro funzionari pubblici e sommossa. Il procuratore conferma di voler valutare altresì il grado di responsabilità di Facebook in questa vicenda.
Red.
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sicuramente è colpa di facebook, speriamo lo facciano chiudere, i giovani sono diventati violenti a furia di stare a rimbecillirsi davanti al “anti”social forum per eccellenza……..