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Provincia di Varese: l’ente chiude, anzi no?

19 aprile 2013 – 13:26Un Commento

(immagine vareselandoftourism)

Provincia di Varese: il conto alla rovescia avanza inesorabile. Se l’interpretazione data finora dagli uffici di Villa Recalcati è corretta, l’ultimo giorno di attività dell’ente provinciale, così come ha operato fino ad oggi, dovrebbe essere domenica 21 aprile. Vale a dire il giorno in cui, cinque anni fa, s’insediò l’attuale presidente, Dario Galli. Potrebbe sembrare incredibile, ma, a quattro giorni dall’esaurimento della clessidra, sulla data fatidica non vi è ancora l’ufficialità. Nonostante le numerose sollecitazioni giunte da Villa Recalcati, dal Governo di Roma non è infatti giunta alcuna risposta. Insomma, ancora oggi non si sa se il 21 aprile sarà effettivamente la data dell’epilogo di un’esperienza amministrativa avviata nel 1927, oppure no.

In ogni caso, al di là dei cavilli su un giorno o su quello successivo, il destino prossimo della Provincia è segnato: presidente, giunta e consiglio decadranno e non saranno rimpiazzati attraverso nuove elezioni, come avvenuto già a Como un anno fa. E’ questa la principale conseguenza del tortuoso percorso che ha caratterizzato il cosiddetto ridisegno delle province. Il Governo guidato da Mario Monti era partito lancia in resta: “Il processo è irreversibile” aveva dichiarato il ministro alla Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi, mentre srotolava la nuova cartina d’Italia accanto al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. E invece gli enti a metà strada fra i Comuni e le Regioni sono rimaste in un limbo da cui è difficile capire quando e se usciranno. In sostanza la Provincia di Varese resterà in vita e, già lunedì 22 aprile, potrebbe arrivare la nomina del commissario che dovrà traghettarla verso un nuovo quadro normativo. Con ogni probabilità il commissario sarà il presidente uscente, Dario Galli. Così è avvenuto per le altre quattro province giunte a fine corsa già l’anno scorso: Como, La Spezia, Vicenza e Ancona.

Galli (se sarà lui) avrà pieni poteri e potrà decidere praticamente da solo su tutto. Mancheranno, infatti, gli organi collegiali di indirizzo e di contrappeso, come possono essere la giunta e soprattutto il consiglio. Tutto funzionerà come prima, a partire dalle principali funzioni delegate agli enti provinciali: ambiente, edilizia scolastica, territorio e trasporti. Il bilancio, a parte i tagli previsti, non cambierà di una virgola e per portare avanti i progetti, dare i contributi a iniziative e investimenti vecchi e nuovi, i soldi ci sono. “I tagli sui trasferimenti statali sono calcolati in base alla spesa corrente – spiega Galli – escludendo la spesa per il personale. Risultato: chi come noi ha ridotto il personale del 30 per cento (da 750 dipendenti siamo arrivati a 540, ma 90 sono da assegnare al Cfp) finirà per ricevere meno nella ripartizione dei fondi. Inaccettabile per un altro fatto: la nostra Provincia ha un dipendente ogni duemila abitanti, la media nazionale è di uno ogni mille. Significa che se tutti facessero come noi i risparmi sarebbero automatici”.

Mancheranno assessori e consiglieri. La struttura e il funzionamento dell’ente ne risentiranno? Chissà. Di certo, l’impegno in Provincia per loro non era strenuante, visto che molti amministratori o eletti avevano doppi se non tripli incarichi pubblici. Ad ogni modo si attende quanto prima che il futuro Governo prenda in mano la patata bollente. Il commissario, seppure esperto come Galli, ha un ruolo di straordinarietà che, di certo, non potrà durare a lungo. Anche se a Como, stanno già aspettando da un anno. Mentre analogo destino arriverà l’anno prossimo per le altre tre province insubriche: Novara, Lecco e Verbania Cusio Ossola

Nicola Antonello

 

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    [...] – 19 aprile 2013 – Provincia di Varese: l’ente chiude, anzi no? di Nicola [...]

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