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Husqvarna verso la chiusura!

26 aprile 2013 – 16:51Nessun Commento

La crisi economica ha colpito un altro marchio storico di un settore storico dell’Insubria. Stiamo parlando dell’Husqvarna e del comparto motociclistico che, con la Cagiva e la MVAgusta rappresenta alcuni fra i brand più conosciuti al mondo. Se finora i problemi di Husqvarna e il suo bilancio in rosso dal 2010 avevano evitato ripercussioni occupazionali, stavolta ci è finita dentro in pieno. Tanto che la prospettiva più probabile per i 212 lavoratori dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno (Varese) è quella di essere licenziati.

L’annuncio è arrivato dai proprietari della Pierer Industries AG (Ktm), che hanno chiesto la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività. Per i dipendenti ci sarà un anno di ammortizzatore sociale, a partire dalla fine di maggio, e poi tutti a casa, chiudendo una storia iniziata nel 1999. Sulle rive del lago di Varese rimarrà solo un punto vendita che occuperà una trentina di persone. Al momento infatti, non ci sono né un piano industriale, né una strategia di rilancio. La “moto” si spegne e arrivederci e grazie.

Ma i lavoratori non ci stanno. “Ci domandiamo – scrivono in una lettera aperta – come sia possibile permettere ad aziende straniere di mettere in atto tali piani “distruttivi”. Lo Stato Italiano andrà a pagare la Cassa integrazione perché Bmw (il proprietario precedente, ndr) ha fallito a livello strategico e perché Pierer Industrie AG non ha nessuna intenzione di investire in un piano di rilancio che coinvolga l’Italia. Questo con la sola intenzione di chiudere le attività esistenti in loco e acquisire un prestigioso marchio italiano. La domanda che ci poniamo è la seguente: permetteremo sempre alle aziende straniere di violentare la nostra economia solo perché sono in grado sul breve periodo di garantire capitali? Quando cominceremo a preservare il nostro Paese e la nostra individualità verificando che, effettivamente tutte queste promesse saranno mantenute anche sul lungo periodo?”.

Per scongiurare la chiusura i lavoratori chiedono di importare lavoro dall’esterno (motori, moto, pre assemblaggi) oppure l’impegno a ricercare un nuovo proprietario. Richieste che saranno discusse nell’incontro fissato per lunedì 29 aprile quando i sindacati si incontreranno con i rappresentanti della società nella sede dell’Unione industriale della provincia di Varese (Univa). La trattativa sarà lunga. E difficile.

Nicola Antonello

 

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