Benzina troppo cara: indaga la Guardia di Finanza
Parte da Varese un’inchiesta che fa tremare le sette sorelle, vale a dire le compagnie petrolifere Shell, Tamoil, Eni, Esso, Total Erg, Q8 e Api. Le aziende sono coinvolte in un’indagine della Guardia di Finanza e della Procura di Varese sull’aumento dei prezzi dei carburanti. Prezzi alti. Troppo alti e troppo uguali fra loro. Da qui il sospetto di reati legati alla turbativa di mercato e alla truffa. Ora lo riporta anche un provvedimento del gip di Varese, Giuseppe Battarino, che segna un punto di svolta nell’indagine per scoprire se le multinazionali dei carburanti abbiano davvero messo in atto un vero e proprio “cartello”.
L’indagine, avviata un anno fa è partita da un esposto del Codacons e ha consentito di verificare quello che tutti i cittadini sospettavano: un rialzo ingiustificato da parte delle compagnie, attraverso una serie di manovre speculative. Un fenomeno che, per esempio, ha prosciugato l’effetto della Carta sconto benzina sulla fascia di confine con la Svizzera, riavviando il fenomeno del pendolarismo del “pieno” lungo i principali valichi dell’Insubria.
Le Fiamme gialle del nucleo di polizia tributaria di Varese hanno dapprima ricostruito le dinamiche che concorrono alla formazione del prezzo dei prodotti petroliferi, esaminando la documentazione acquisita presso le compagnie e riguardante l’origine e l’andamento dei prezzi per ricostruire le variazioni in aumento e diminuzione nel periodo gennaio 2011 al marzo 2012. Battarino ha incaricato le procure di Milano e di Roma di approfondire gli “artifizi e raggiri consistenti nell’aver volontariamente livellato, concordandoli i prezzi dei prodotti petroliferi alla pompa in modo da minimizzare il minor guadagno derivante dall’applicazione dei principi della concorrenza. Quindi con un danno economico per un numero indistinto e indeterminabile di fruitori del servizio”. Un numero che il Codacons ha già individuato in 34 milioni di automobilisti con cui l’associazione dei consumatori vorrebbe aprire una gigantesca class action. Prima di costituirsi “parte civile” bisognerà attendere che l’inchiesta si trasformi in processo. In Italia sarebbe la prima volta di un procedimento giudiziario sul meccanismo dei prezzi della benzina. Un costo su cui pure lo Stato ci mette del suo, visto che fra tasse e accise, si raggiungono livelli senza eguali al mondo. Alla sbarra, però, ci vanno soltanto le sette sorelle.
Nicola Antonello
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