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Gli svizzeri che lavorano in Italia

10 gennaio 2013 – 11:57Un Commento

Si parla sempre dei frontalieri italiani che lavorano in Canton Ticino: secondo le ultime statistiche hanno superato le 55.000 unità, con un’impennata clamorosa soprattutto nell’ultimo quinquennio. Ma sulla via inversa Svizzera-Italia, quanti sono i rossocrociati che lavorano nel Bel Paese? Ovviamente in primis va detto che non si tratta di lavoratori pendolari, ma stanziali.

Il loro identikit è ben diverso da chi vive in Italia, si sposta giornalmente nella Confederazione per operare, e poi torna a dormire in territorio tricolore. Gli elvetici che prestano manodopera da Chiasso in giù sono quasi sempre residenti in loco. Tant’è vero che ai vertici della province italiane maggiormente “svizzere” non ci sono né Varese, né Como, né Sondrio, i territori direttamente confinanti. Incredibilmente nella top ten c’è Lecce. Nel tacco d’Italia i cittadini svizzeri impiegati sono ben 2.393. Immigrazione di ritorno (col doppio passaporto)? Forse. Seguono altre province con un mix di territori a vocazione industriale e altri del Meridione: Milano, Treviso, Teramo, Bergamo, Udine, Roma, Avellino, Caserta e Brescia.

In tutto sono 37.496 i nati in Svizzera che ricoprono cariche nelle imprese italiane. Quasi 6.500 solo in Lombardia. Come detto, Milano è la prima provincia lombarda con 2.293 svizzeri, seguono Bergamo (oltre mille), Brescia e Varese. Chi sono? Per lo più lavoratori di alto/altissimo livello: professori universitari, esperti nel campo sanitario, ma soprattutto dirigenti e manager. Impieghi dove anche in Italia, si possono raggiungere stipendi equiparabili a quelli elvetici. E poi nicchie che in Svizzera hanno meno sbocchi professionali: l’arte e la cultura. Poi ci sono le imprese: secondo la Camera di commercio di Varese, esistono circa 500 aziende che sono a vario titolo partecipate, nell’area dell’Insubria, da soci svizzeri.

Scambi economici e lavorativi che, a quanto pare, funzionano decisamente meglio di quelli politici. Dove, tra black list, ristorni e ratt, gli ultimi mesi hanno caratterizzato il periodo di maggior tensione nella storia dei due Paesi.

Nicola Antonello

 

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Un Commento »

  • Claudio scrive:

    Sì, vero, ci sono molti svizzeri residenti in Italia… ma molti, considerando l’aria che tira, stanno pensando bene di rientrare in patria, almeno con la residenza. Non parliamo degli svizzeri che i capitali li hanno tutti in Italia, magari dopo una vita di risparmi e che hanno un immobile nella Confederazione. Chi glielo fa fare di rischiare salassi e problemi quando possono evitarlo facilmente? Ecco, forse non proprio quelli che stanno a Lecce, ma molti molti altri sì. Ne conosco diversi per motivi lavorativi.
    Tutti amano l’Italia e gli italiani, da quel che vedo, ma dopo il passaggio di Monti il distruttore non possono guardare serenamente al futuro delle loro famiglie. Se ne vanno gli italiani stessi, figuriamoci gli stranieri. Ma chi porterà mai più un solo centesimo d’investimento nello stivale?

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