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La Vigezzina non si tocca

17 ottobre 2012 – 10:48Nessun Commento

La Vigezzina/Centovallina (foto centovalli.ch)

Preoccupazione in Piemonte per il ventilato ridimensionamento delle ferrovie regionali svizzere, di cui potrebbe fare le spese anche il tratto svizzero della Vigezzina, che in Svizzera si chiama Centovallina. La Lega Nord, in un comunicato, ritiene che tale eventualità non abbia comunque reali possibilità di concretizzarsi.

I timori sono stati suscitati dalla pubblicazione di un progetto di ordinanza federale che contempla una verifica della redditività per le linee che non riescono a coprire almeno il 50% dei costi. In questa situazione si trovano – secondo il documento – 175 linee ferroviarie regionali su 300. In proposito il vice presidente del Gruppo regionale della Lega Nord piemontese Michele Marinello fa notare che „la Locarno – Camedo (tratto svizzero della cosiddetta “Vigezzina”) avrebbe i numeri più che in regola per rimanere attiva”.

“La Vigezzina è un fiore all’occhiello del trasporto piemontese – afferma Marinello -: una delle linee che, in assoluto, presenta i livelli di redditività più alti. E’ un elemento strategico dell’offerta turistica del nostro territorio, oltre che un vanto ossolano, che al massimo andrebbe maggiormente valorizzata. Pertanto seguiremo con molta attenzione l’evolversi della situazione nella vicina Svizzera e saremo pronti a intervenire per difendere con ogni mezzo questo importate collegamento.“

Reazioni critiche sono state espresse anche dalle autorità cantonali ticinesi, che hanno sottolineato come tali provvedimenti andrebbero contro la politica che il Cantone porta avanti da alcuni anni in favore dei mezzi di trasporto pubblici.

I timori vengono oggi in parte dissipati anche dal direttore dell’Ufficio federale dei trasporti svizzero (UFT) Peter Füglistaler, che in una intervista concessa al quotidiano „Le Matin“ assicura che l’UFT non ha intenzione di sopprimere linee ferroviarie. “Esaminare l’opportunità, in determinati casi, di una soluzione alternativa non significa necessariamente sopprimere la situazione esistente”, ha dichiarato il direttore dell’UFT sottolineando che “anche altri criteri diversi dalla redditività devono essere presi in considerazione”.

Red.

 

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