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Formigoni contestato a Varese

20 ottobre 2012 – 18:11Nessun Commento

Roberto Formigoni


Di fianco al gazebo le mele: a testimoniare che in Lombardia non ci sono soltanto quelle (tante) marce scoperte in questi ultimi mesi. Ma prima di parlare dei “buoni frutti” prodotti dal suo governo lombardo, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni è stato contestato da una decina di militanti della destra radicale.

E’ da Varese che il dimissionario governatore del Pirellone ha scelto di effettuare il primo incontro pubblico dopo la fine della sua era alla guida della prima Regione d’Italia. Una decisione non casuale visto che a pochi metri dal suo comizio in piazza San Vittore c’è la storica sede della Lega Nord, dove si stanno raccogliendo i voti per chi dovrà essere il candidato del Carroccio per succedere proprio a Formigoni. E proprio dai “padani” è arrivata un’iniziativa ironica, che hanno raggiunto il gazebo alle spalle del palco portando un’enorme tazza con una bustina di camomilla. Come a dire: “Caro Formigoni, datti una calmata”. La delegazione dell’aperitivo rilassante era composta, fra gli altri, da Matteo Bianchi (segretario provinciale), Marco Pinti (segretario cittadino) e Sergio Ghiringhelli (assessore al Commercio al Comune di Varese). Il drink è stato consegnato a Raffaele Cattaneo, formigoniano di ferro e quasi ex assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità.

Decisamente più dura, si diceva, la contestazione dell’estrema desta. Prima di prendere la parola per informare la cittadinanza su quanto sta accadendo al Pirellone, il governatore e’ stato “accolto” con numerosi “Formigoni vergognati”, “Ladri, mascalzoni” e “Dimissioni, dimissioni’. Il gruppetto e’ stato prontamente allontanato dalle forze dell’ordine.

Poi, quando la camomilla se la sono presa tutti, è iniziato il comizio. Poche le novità: Formigoni non si candiderà ma resterà in campo per sostenere il Popolo della libertà. Come candidato ideale è stato individuato, per ora, l’ex sindaco di Milano ed europarlamentare Gabriele Albertini. E poi i rapporti con la Lega: l’alleanza è possibile, ma restano i rapporti tesi con Roberto Maroni “”Non credo – ha osservato il Celeste – che colui che si è assunto la responsabilità grave di rompere l’alleanza possa pretendere oggi di essere il candidato di tutti”.

Poi il governatore uscente ha assicurato che, fino al giorno delle elezioni, andrà in mezzo alla gente. Nonostante le contestazioni che praticamente lo attendono ad ogni incontro pubblico a cui partecipa. “Ho sempre tenuto fortemente al rapporto con gli elettori. Mi piace incontrali. Soprattutto ora che siamo vicini a una scadenza elettorale è importante ascoltarli e formulare un programma di rilancio e di continuità con quanto abbiamo svolto in questi anni”. A parte i 14 consiglieri su 80 indagati in due anni e mezzo dal voto.

Nicola Antonello

 

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