Turisti tedeschi: sì e no…
“Siamo franchi: la gente è stufa, perché in Svizzera ci sono troppi tedeschi… Un qualche tedesco non mi disturba, mi disturba la massa.” A dirlo durante una trasmissione TV è la consigliera nazionale dell’UDC Natalie Rickli, che se da una parte si è accattivata il favore degli zurighesi, non di rado confrontati con il frontalierato tedesco, dall’altra ha scatenato la ripulsa dei turisti germanici, ora indisposti a prendersi le ferie in Svizzera.
In Svizzera risiedono circa 276′000 tedeschi (su 8 milioni di abitanti), che si riversano nel mercato del lavoro ed immobiliare ormai a rischio saturazione: prezzi degli affitti e salari mensili ne risentono. Questi sono i motivi che preoccupano la 35enne politica Natalie Rickli, che si è poi abbandonata alle citate considerazioni; valutazioni che come un’onda hanno attraversato la frontiera e si sono infrante sul popolo tedesco, poco incline a soprassedere sulla questione.
Anzi, l’effetto Rickli si è pesantemente riverberato sulle prenotazioni alberghiere: molti turisti tedeschi che avevano intenzione di passare qualche giorno estivo in territorio elvetico, hanno già ritirato la mano a favore di altre destinazioni. E non si tratta di casi isolati! I molti ritiri hanno spinto il settore del turismo ad affrontare il problema: così si riuniranno oggi a Lucerna diversi direttori turistici regionali, alfine di evitare che certuni personaggi politici mettano in cattiva luce le sorti del turismo elvetico.
L’associazione svizzera degli albergatori Hotelleriesuisse, dal canto suo, ha già provveduto a pubblicare una lettera aperta destinata a Natalie Rickli, affinché affermazioni da parte sua o di altri politici non nuociano ulteriormente al turismo.
Il turismo svizzero, infatti, deve gran parte dei suoi introiti proprio ai numerosi visitatori tedeschi, quest’anno forse attirati dalla campagna promozionale dedicata all’acqua: ma con l’ “aiuto” della Rickli, il turismo nazionale e ticinese (che già fatica a stare a galla), rischia veramente di sprofondare in un letterale buco nell’acqua.
Red.
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