Terremoto : continuano le scosse. Ingentissimi danni all’agricoltura
Lo sciame sismico che ormai da giorni sta stravolgendo l’Emilia non si placa, anzi, secondo gli esperti potrebbe addirittura durare anni. Gravissimi i danni in una regione messa in ginocchio. E` allarme non solo per l’economia ma anche e soprattutto per l’agricoltura. Altre 52 scosse nella notte.
Il 20% delle mucche emiliane è senza cibo. L’allarme giunge stamani dalla Coldiretti che evidenzia come in almeno il 20% degli allevamenti colpiti dal terremoto manchi una fornitura adeguata di cibo per gli animali a causa del crollo dei magazzini con fieno e foraggi, mentre in alcune stalle si attendono le necessarie verifiche per mettere in sicurezza le mucche che, scioccate dal sisma, si nascondono e passano intere notti insonni.
Potranno sembrare considerazioni di minor importanza rispetto ai 17 morti, ai 350 feriti, ai 14 mila sfollati, ma l’agricoltura è uno degli elementi portanti sia dell’economia della regione sia della realtà alimentare dell’intera Italia, e non solo. Già il primo terremoto aveva inferto un colpo durissimo alla filiera del grana, ad esempio, con la distruzione di migliaia di forme e di intere annate di produzione.
I danni ora sono ingentissimi. I primi dati di Coldiretti parlano di cinquecento milioni di perdite. Dai caseifici agli stabilimenti di lavorazione della frutta, dalla cantine alle acetaie di invecchiamento dell’aceto balsamico fino ai magazzini di stagionatura dei formaggi Grana e Parmigiano ma anche case rurali, stalle, fienili tra le province di Modena, Ferrara, Piacenza, Mantova e Bologna ma anche tra Rovigo e Reggio Emilia.
Il sindacato agricolo evidenzia tra l’altro che il sisma ha colpito un’area dove si produce oltre il 10% del Pil nazionale. Il blocco di importazioni ed esportazioni faranno perdere a piccoli e grandi produttori dei commerci preziosi, soprattutto in un periodo di crisi dei consumi come questo. Le cantine e i macelli del prosciutto di Parma hanno fermato le attività; solo per l’aceto balsamico di Modena si stimano danni per 15 milioni di euro. Circa un milione le forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano rovinate a terra dopo che le ultime scosse hanno provocato ulteriori crolli delle scaffalature per la stagionatura, come nella latteria sociale di Porto Mantovano e nel magazzino di Pietro Rossi di Correggio in provincia di Reggio Emilia.
E il sisma avrà conseguenze anche sui pazienti dializzati italiani. A Mirandola, Medolla, Concordia, Cavezzo, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero c’è infatti il più importante distretto europeo di aziende di biomedicina, e tutte hanno subito danni pesantissimi, che mettono a rischio la produzione e distribuzione dei prodotti in tutta Italia. E` quanto denuncia Assobiomedica, l’associazione delle imprese di questo settore. Il polo di Mirandola è leader in Europa nella produzione di prodotti plastici usa e getta per uso medico, apparecchiature per dialisi, cardiochirurgia e trasfusioni.
Sul fronte sismico, intanto, le scosse si susseguono a ritmo incalzante. Sono state 52 quelle scosse registrate durante la notte nella zona dell’Emilia Romagna: la più forte a Mirandola, intorno alle 6.20, ha raggiunto una magnitudo di 3.6 gradi.
Red.
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