Prezzo della benzina: +20,8% su base annua!
Colpisce in particolare i consumatori l’aumento dei prezzi in Italia. A fronte di un tasso di inflazione stabile (3,3%), i dati di aprile sull’evoluzione dei prezzi pubblicati dall’Istituto di statistica (Istat) indicano un’accelerazione dell’aumento dei prezzi dei beni di maggior consumo: +4,7% per il carrello della spesa; + 3,1% la benzina.
Secondo le stime preliminari dell’Istat l’aumento del prezzo della benzina su base annua in aprile è del 20,8%, mentre il rincaro del gasolio è stato del 20.5%. L’evoluzione dei prezzi dei carburanti, che fa lievitare i prezzi dei trasporti, è la causa principale dell’aumento dei prezzi dei prodotti di consumo. Già confrontati con la politica di austerità del governo, che colpisce le entrate, i consumatori devono anche affrontare spese crescenti a livello di consumi.
Una stangata da 635 euro all’anno
Come fa notare l’associazione dei consumatori Codacons , “tradotto in termini di costo della vita significa che una famiglia di 3 persone spenderà, per fare la spesa di tutti i giorni, 635 euro in più su base annua, mentre per una famiglia di 4 persone la stangata sarà di 686 euro all’anno.” In Italia si aggira insomma il temutissmo spettro della stagflazione, cioè della stagnazione abbinata all’aumento dei prezzi. Per questo il Codacons mette in guardia il governo dal procedere ad un nuovo aumento dell’Iva: “aumentare ad ottobre l’Iva significherebbe una ulteriore spinta sui prezzi già alle stelle… l’effetto sull’inflazione sarebbe variabile tra l’1,32% e l’1,74%, a seconda che scattino anche gli arrotondamenti e le speculazioni.”
Il Codacons propone quindi “a Monti che nel Consiglio dei ministri di oggi siano subito attuati alcuni tagli agli sprechi della politica, eliminando ad esempio le comunità montane, ente ancora più inutile delle province, ed abolendo i consigli di amministrazione delle partecipate degli enti locali, e che sia introdotto il principio di commisurare le detrazioni fiscali al reddito dichiarato, in modo che, ad esempio, non siano concesse a chi dichiara di guadagnare oltre 75.000 euro.
Oggi un miliardario può detrarre l’acquisto della cucina nuova, le spese per iscrivere il figlio al tennis club, le spese veterinarie per i suoi cani, i contributi previdenziali per la baby sitter, l’assicurazione sulla vita, le spese funebri, le spese di locazione per il figlio iscritto all’università, le spese di ristrutturazione della sua quinta villa, etc., etc. “
Red.
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