Tragedia di Sierre : le cause al vaglio degli inquirenti
Le cause dello spaventoso incidente stradale che martedì sera alle 21.15 a Sierre (Vallese) ha strappato la vita a 28 persone fra le quali 22 bimbi di età compresa tra i 10 ed i 12 anni sono al vaglio degli inquirenti elvetici. Guasto meccanico, malore del conducente o tragico errore umano: sono queste le ipotesi presentate mercoledì sera nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato, estremamente commossi, anche la Presidente della Confederatzione Eveline Widmer-Schlumpf e il primo ministro belga Elio Di Rupo. Sono 24 i bimbi feriti ancora ospedalizzati, tre di loro versano in gravi condizioni al Centro ospedaliero universitario di Losanna (CHUV).
Per ora si sa solo quel che è stato possibile verificare dalle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della galleria: improvvisamente il bus con a bordo 52 persone partito appena un’ora prima dalla Val d’Annivier e diretto nelle Fiandre ha urtato il cordolo a destra della carreggiata e poi si è schiantato contro il muro di una piazzuola di soccorso interna alla galleria,lungo un rettilineo. L’impatto con il muro di cemento armato è stato spaventoso e ciò nonostante da un controllo sommario sembrerebbe che la velocità del mezzo fosse contenuta entro i limiti. Il comandante della polizia vallesana Christian Varone è stato perentorio: lo schianto è stato violentissimo.
Sono 28, come detto le persone decedute nell’incidente: 21 belgi, 7 olandesi. I 24 feriti superstiti sono tutti bimbi: tre di loro sono gravi, ricoverati al CHUV di Losanna, ha riferito Jean-Pierre Deslarzes, medico responsabile dell’Organizzazione cantonale vallesana di soccorso. Gli altri sono ricoverati negli ospedali di Sion, Sierre, Visp, Martigny e all’Inselspital di Berna. Dei 24 feriti, 21 sono stati formalmente identificati: 17 belgi, 3 olandesi, 1 polacco e 1 tedesco.
I familiari delle vittime sono stati prontamente presi a carico da una cellula di crisi psicologica.
Nel corso della conferenza stampa organizzata in serata a Sion in presenza della presidente della confederazione e del primo ministro belga non è volata una mosca. L’emozione era palpabile anche fra il centinaio di giornalisti presenti, confrontati con la peggiore tragedia stradale del Paese.
Visibilmente turbato, Elio Di Rupo ha esclamato che « è un giorno drammatico per il nostro paese ; siamo qui per riangraziare la polizia, i medici, i pompieri, tutti i servizi elvetici che hanno lavorato con una professionalità ed una generosità ammirevoli. Siamo anche qui per cercare di comprendere e rinforzare ulteriormente la collaborazione tra Svizzera e Belgio”
Di Rupo ha anche tenuto a sottolineare che ora l’essenziale è aiutare le famiglie. Eveline Widmer-Schlumpf, dal canto suo, ha espresso la sua “grande costernazione e la sua profonda emozione”, assicurando che la Svizzera farà tutto il possibile per sostenere i feriti e le loro famiglie, così come le famiglie delle vittime. “Faccio fatica a trovare le giuste parole in questo drammatico momento”, ha aggiunto.
Di Rupo e Widmer-Schlumpf hanno ringraziato ulteriormente i soccorritori « fortemente traumatizzati da quello a cui hanno assistito durante le otto ore del loro intervento”, ha tenuto a sottolineare Jean-Pierre Deslarzes.
KC
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