Chiusura del Gottardo: la Lombardia è al fianco del Ticino
La Lombardia appoggia il Ticino nella richiesta di garantire la viabilità attraverso il Gottardo durante i previsti lavori di manutenzione della galleria autostradale. I rappresentanti dei parlamenti di Bellinzona e della Regione Lombardia si sono accordati su di un documento unitario che rileva l’importanza di questo collegamento per l’economia di tutta la regione.
Da parte lombarda si temono le conseguenze di una chiusura triennale del Gottardo tanto e forse più del Ticino. Lo ha detto chiaramente il presidente del Consiglio regionale Lombardo Davide Boni al termine dell’incontro istituzionale con l’Ufficio di presidenza del Gran Consiglio ticinese svoltosi stamane a Palazzo Civico a Lugano.
All’incontro ha partecipato anche il direttore del Dipartimento del territorio Marco Borradori, che ha sottolineato l’importanza dell’appoggio della Lombardia per difendere a Berna le posizioni ticinesi.
Questo terzo incontro è stato dedicato esclusivamente al tema della mobilità. In merito fra i due legislativi si riscontra una ampia identità di vedute. Anche la Lombardia auspica un completamento puntuale del collegamento Lugano-Mendrisio-Malpensa, e anche la Lombardia intende impegnarsi affinché l’Alptransit trovi a Sud un adeguato allacciamento con la rete ferroviaria italiana. In merito si attendono però anche le decisioni di Berna sul completamento di Alptransit fra Lugano e Chiasso.
I rappresentanti della Lombardia hanno sottolineato la comunità di interessi con il Canton Ticino in materia di mobilità e di collegamenti ferroviari, e hanno spiegato che i problemi che si riscontrano sono dovuti alle misure di risparmio varate dal governo di Roma, di cui fanno le spese anche i progetti ferroviari in cantiere.
Ristorni: la palla è in campo italiano
Il tema dei ristorni non era all’ordine del giorno, ma è stato ugualmente sollevato dal capogruppo del Partito democratico Luca Gaffuri. Per i comuni di confine, che stanno allestendo i bilanci, l’incertezza sul futuro di questi versamenti – in tutto 28 milioni di euro – sta cominciando a creare dei problemi.
Il consigliere di Stato Borradori ha ribadito la posizione che il governo ticinese aveva già espresso alla fine dello scorso anno. I ristorni verranno sbloccati non appena fra Svizzera e Italia inizierà un negoziato sui temi scottanti da tempo all’ordine del giorno: la fiscalità dei frontalieri, la doppia imposizione, e la presenza della Svizzera sulla la black list italiana dei paradisi fiscali.
La questione sarebbe già stata risolta se in Italia non ci fosse stato un cambiamento di governo. La necessità di far fronte all’emergenza debito pubblico ha finora impedito al governo Monti di riprendere in mano il dossier che con il governo precedente stava per sfociare nell’esito richiesto da Bellinzona. “La palla è in campo italiano,” ha sottolineato Marco Borradori.
Dal canto suo il presidente del Consiglio regionale lombardo Boni ha preso l’impegno di chiedere al presidente della Regione Formigoni di riferire in aula sui passi intrapresi a Roma per accelerare i tempi di una decisione.
Red.
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