Il futuro dell’euro dipende dall’Italia
Lo ha affermato Thomas Mayer, il capo degli analisti economici della Deutsche Bank in una intervista rilasciata alla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Secondo Mayer nel 2012 l’Italia conoscerà una dura recessione. “Se il paese riuscirà a uscirne prima delle elezioni del 2013, l’Italia rappresenterà un esempio per tutti gli Stati dell’Europa meridionale. In caso contrario l’euro rischia di saltare”, ha affermato l’economista tedesco.
Qualche paese potrebbe non farcela a rimanere nell’euro. Per esempio la Grecia: se ad Atene dovesse andare al governo una maggioranza poco incline a continuare la politica di austerità, l’unica via per pagare i debiti potrebbe essere quella dell’abbandono della moneta europea.
Per l’Italia le prospettive sono migliori, anche se il paese dovrà prima affrontare un periodo recessivo che si è già delineato con la contrazione della crescita osservata negli scorsi mesi. La Germania dovrebbe cavarsela meglio. Dopo un rallentamento che dovrebbe protrarsi per tutta la prima metà dell’anno, secondo gli economisti della Deutsche Bank l’economia tedesca dovrebbe tornare a crescere grazie alla domanda cinese e americana,
A lunga scadenza, secondo l’economista della Deutsche Bank, l’espansione della massa monetaria creata per far fronte al problema del debito darà origine a un aumento dei prezzi. “La banca centrale europea ridurrà l’indebitamento attraverso l’inflazione,” ha affermato Thomas Mayer.
Red.
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