Misure contro il superfranco anche in Ticino
Il ministero dell’economia del governo ticinese sta preparando un pacchetto di misure puntuali per sostenere le aziende e l’occupazione alle prese con i problemi creati dalla sopravvalutazione del franco svizzero.
I provvedimenti, sottolinea il comunicato diffuso oggi dal Dipartimento dell’economia, saranno mirati, a sostegno di realtà aziendali e occupazionali solide, di rapida attuazione e finanziariamento sostenibili. Le autorità si propongono inoltre di evitare disparità di trattamento e distorsioni di mercato, e di suscitare tensione fra i partner sociali.
Tenendo presenti questi principi, si intende proporre al governo d’intervenire nei seguenti settori:
Occupazione
Applicazione della decisione della Segreteria di Stato dell’economia, come richiesto dal Consiglio di Stato nella lettera al Consiglio federale del 30 agosto scorso, di includere il problema del cambio fra le condizioni per accedere alle indennità per orario di lavoro ridotto previste dalla Legge sull’assicurazione contro la disoccupazioneI. Si tratta di uno strumento che si è rivelato molto efficace durante la crisi economico-finanziaria del 2009.
Fideiussione fondo di Banca Stato
Creazione di un fondo di Banca Stato, con fideiussione cantonale, per facilitare e garantire l’accesso al credito alle aziende strutturalmente sane ma che incontrano problemi a causa della sopravvalutazione del franco. Si tratta della riattivazione della misura terminata alla fine dello scorso mese di luglio, inclusa nel pacchetto di provvedimenti a sostegno dell’occupazione e dell’economia per il periodo 2009-2011.
Partecipazione a fiere specialistiche
Aumento dell’importo destinato a sostenere la partecipazione delle imprese alle fiere specialistiche nazionali e internazionali, quale importante strumento di promozione di aziende e prodotti. Anche questa misura si è rivelata particolarmente utile e apprezzata durante la precedente crisi.
Promozione all’estero
Sostegno all’internazionalizzazione delle aziende esportatrici e delle strutture alberghiere, coprendo una parte delle spese di ricerca di nuovi partner in Paesi emergenti in collaborazione con l’OSEC.
Accesso alla ricerca
Finanziamento a favore delle aziende che partecipano a progetti dell’Agenzia federale per la promozione dell’innovazione, appoggiandosi al supporto scientifico degli istituti di ricerca ticinesi.
Energia
Il dipartimento ha avuto un primo incontro con gli attori sul mercato energetico con l’obiettivo di fare una prima concreta riflessione sulle possibilità di intervento sui prezzi dell’energia. Questo anche dopo le richieste presentate dalle associazioni economiche. Si è chiesto alle aziende di distribuzione e ad Azienda elettrica ticinese di approfondire possibili interventi sui prezzi ai consumatori e si è deciso di riaggiornarsi entro settembre.
Turismo
Anche nell’ambito del turismo si è tenuto un incontro con i principali attori interessati. In questo settore la situazione appare particolarmente preoccupante con un consistente calo dei pernottamenti dovuto al “franco forte”. Sono state abbozzate misure straordinarie atte a migliorare l’offerta e il marketing per favorire l’attrattiva della nostra regione. Queste misure dovranno ancora essere approfondite e una decisione definitiva verrà presa nelle prossime settimane.
Ulteriori assi d’intervento, che andranno anch’essi approfonditi, potranno vertere ad esempio sul riconoscimento più esteso di ammortamenti accelerati in ambito fiscale. Quanto alle proposte che chiedono una massiccia e generalizzata liberalizzazione degli orari d’apertura dei negozi, che inasprirebbe le posizioni conflittuali fra la grande e la piccola distribuzione come pure sul fronte sindacale, invita il Gran Consiglio a voler affrontare con la tempestività che i tempi richiedono il messaggio presentato dal Governo lo scorso mese di marzo 2011.
Il Dipartimento dell’economia ritiene che a fronte della concorrenza d’oltre frontiera, il livello dei prezzi ha oggi un ruolo negativo pi incisivo rispetto agli orari d’apertura dei negozi (come dimostra, ad esempio, la recente decisioni dei commercianti di Chiasso di fissare un cambio con l’euro per i loro clienti a 1.30) e per questa ragione si ritiene più che opportuna la decisione del Consiglio federale di inasprire la lotta contro gli accordi cartellari orizzontali e verticali.
In conclusione, le misure in preparazione, al fine di mantenere preziose competenze e posti di lavoro, hanno l’obiettivo di sostenere le imprese ticinesi in questa fase di adattamento a un nuovo contesto che rischia di non essere passeggero.
Red./Comunicato
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