Mostra dedicata al Guercino a Varese
L’amore ferma la guerra, almeno nella tela del Guercino “Marte Furibondo Ritenuto da un Amorino” esposta fino al 8 gennaio al Castello di Masnago, sede della collezione permanente delle opere d’arte moderna e contemporanea dei musei civici di Varese. La tela viene direttamente dal Castel Sant’Angelo di Roma, dov’era esposta nell’ambito della mostra che ora si può ammirare a Varese.
“Siamo lieti di proporre alla città un’esposizione dall’alto valore culturale e artistico, come certificato dalla recente mostra a Castel Sant’Angelo – ha spiegato l’assessore alla Cultura Simone Longhini in occasione dell’inaugurazione. “A disposizione dei visitatori, accanto al dipinto del Guercino, abbiamo previsto otto pannelli didattici, in italiano e in inglese, e un filmato sul quadro e sulle curiosità relative al trasporto e alla conservazione di un’opera d’arte, particolarmente indicato per le scolaresche che verranno al Castello di Masnago”.
Il Guercino, alias Giovanni Francesco Barbieri, nato nel 1591 a Cento di Ferrara, è uno dei protagonisti del secolo che esaltò al massimo i valori dei sensi: dalla pittura alla musica: il Seicento. Al pari di Guido Reni, Lanfranco e Domenichino, è tra i maggiori esponenti della “Scuola Bolognese”, concepita quale asse di rinnovamento della pittura contemporanea.
“Il Marte ritrovato è tuttavia pertinente a una fase più matura, rimanendo nel suo studio bolognese fino alla fine. Nondimeno il messaggio del Guercino vi è impresso nella più totale compiutezza. La grande figura armata, del dio della guerra si staglia su uno sfondo di cielo offuscato dai fumi delle polveri esplose. Tuttavia il corpo possente, esaltato dai lustri del petto e dai cosciali d’acciaio, si muove dinamicamente verso un invisibile Venere. Sicchè sullo sfondo di un ideale Castel Sant’Angelo un Amorino s’ingegna a distruggere un cannone, strumento di guerra e di morte che si vuole bandire” (Catalogo De Luca Editori d’Arte, Roma).
Il Castello di Masnago è un complesso architettonico frutto di stratificazioni che in parte risalgono al Medioevo. Dal 1400 a Masnago risiedeva la famiglia Castiglioni, i cui esponenti svolsero incarichi pubblici a Varese come notai.
Nel Settecento, il castello diventò luogo di villeggiatura estiva per il marchese Giuseppe Castiglioni e la consorte Paola, nata Litta. Con l’estinzione della casata dopo la morte del marchese Paolo Castiglioni Stampa all’inizio del XX secolo, il castello passò ad un ramo femminile e nel 1934 venne venduto al varesino Angelo Mantegazza. Ereditato dalla famiglia Panza negli anni ‘60, è stato dalla medesima ceduto al Comune di Varese nel 1981 che lo ha adibito a Museo d’arte moderna e contemporanea.
Red./Comunicato
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