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Il Ticino pronto a partecipare al negoziato con l’Italia

15 luglio 2011 – 18:26Nessun Commento

Bellinzona, palazzo del governo

Il governo di Bellinzona è disponibile a partecipare al gruppo che seguirà i negoziati con l’Italia per l’aggiornamento degli accordi fiscali.  Lo ha ribadito il governo di Bellinzona in risposta ad una lettera della ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf. Particolarmente importante per il Ticino sarà l’esclusione della Svizzera dalle liste nere italiane dei paradisi fiscali, come pure lo stralcio di norme che rendono difficoltose le relazioni commerciali fra i due paesi.

Nella lettera il consiglio di Stato riafferma così le condizioni espresse al momento del congelamento del versamento all’Italia del 50% dell’imposta alla fonte prelevata sul reddito dei frontalieri. La posizione del governo di Bellinzona  figura anche nelle risposte pubblicate oggi a tutta una serie di interrogazioni presentate negli scorsi mesi da diversi deputati del legislativo cantonale in relazione ai problemi riscontrati nei rapporti con l’Italia.

Bellinzona ha preso atto con soddisfazione della volontà espressa dal Consiglio federale di rinegoziare in tempi brevi l’attuale accordo sull’imposizione alla fonte dei frontallieri. Ancora questo mese, si apprende dalle risposte governative, sono previsti incontro fra alti funzionari dei due paesi. Il governo di Bellinzona si augura che gli incontri possano sfociare in una comune volontà di concreto dialogo.

Gli obiettivi perseguiti dal Ticino con la decisione sui ristorni vengono illustrati anche nella risposta alla lettera all’assessore della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo. In questo scritto si sottolinea in particolare che il Ticino ha sempre rispettato diligentemente il termine di versamento fissato dalla convenzione. Bellinzona ritiene che alla luce delle reazioni suscitate e delle prese di posizione degli ultimi giorni, la decisione presa avesse buone ragioni d’essere.

Ristorni: Silvio Berlusconi era stato avvisato

In occasione della visita a Roma all’inizio di giugno la presidente della Confederazione svizzera Micheline Calmy-Rey aveva avvertito Silvio Berlusconi della possibilità che potesse venir bloccato il versamento dei ristorni. Lo ha rivelato lei stessa in occasione di una intervista rilasciata ai quotidiani St. Galler Tagblatt e Neue Luzerner Zeitung.

Micheline Calmy-Rey ha confermato che il governo svizzero intende rinegoziare l’accordo sull’imposizione dei frontalieri. Dall’inizio di giugno ci sono già stati diversi colloqui preparatori, ma la trattativa vera e propria non è ancora cominciata. “In materia fiscale con l’Italia ci troviamo in una situazione di crisi”, ha affermato la ministra degli esteri. Alla domanda se la decisione ticinese sui ristorni fosse stata discussa con il governo federale Micheline Calmy-Rey non ha voluto rispondere.

Nell’intervista Micheline Calmy-Rey ha ribadito le critiche avanzate nei confronti dell’Unione europea. “Non è accettabile che l’Unione europea ostacoli le trattative della Svizzera con le istituzioni europee”. Negli ultimi tempi la via bilaterale scelta dalla Svizzera per regolare i suoi rapporti con l’Ue sta incontrando sempre maggiori difficoltà.

Red./Comunicati

 

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