Irregolarità sul cantiere del nuovo centro culturale di Lugano
Salari pari a meno di metà di quanto previsto dai contratti collettivi di lavoro, e operai costretti a firmare ricevute non veritiere: queste gravi irregolarità sono state riscontrate sul cantiere del LAC, il nuovo centro culturale di Lugano. Il Ministero pubblico ha aperto una inchiesta.
L’episodio è venuto alla luce grazie alla segnalazione del sindacato Unia. Una ditta che lavora in subappalto ha approfittato della situazione economica per assumere personale a salari inferiori a quelli previsti dal contratto di lavoro, preparando buste paga false per nascondere le irregolarità, hanno denunciato i dirigenti del sindacato. Ai responsabili dell’impresa coinvolta, due imprenditori italiani, il procuratore pubblico John Noseda ha contestato i reati di estorsione, usura e falso in documenti.
In una intervista rilasciata a Radio 3i, la municipale di Lugano Giovanna Masoni Brenni ha annunciato di aver disposto la sospensione dei pagamenti alle ditte coinvolte. Il consigliere comunale di Lugano Raoul Ghisletta aveva manifestato le proprie perplessità sulla gestione del cantiere del LAC già alla fine di aprile, in una interrogazione in cui si chiedeva al Municipio di Lugano come intendeva sorvegliare i subappalti che il consorzio spangolo Comsa SA/Ed. Im. Suisse avrebbe fatto nel cantiere del centro culturale.
Il fatto che il consorzio avesse vinto il concorso per la realizzazione del centro culturale con una offerta di 40 milioni di franchi più bassa rispetto a quella dei gruppi classificatisi terzo e quarto aveva suscitato delle perplessità, che ora purtroppo vengono confermate.
Red./Comunicati
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Senza parole.
Fossimo stati da noi (in Italia ovviamente) avrebbero detto che si tratta dei soliti magistrati comunisti che vogliono così bloccare l’economia e lo sviluppo di aziende sane e che pensano solo al risparmio della comunità.
Tyssen non ha insegnato nulla, purtroppo.