Ticino: Bertoli all’educazione, la sanità a Beltraminelli
Cerimonia di insediamento oggi a Bellinzona del nuovo governo ticinese. Al giuramento ha fatto seguito la prima riunione, con all’ordine del giorno la distribuzione dei Dipartimenti. La decisione non deve essere stata facile, visto che ci sono volute sei ore per arrivare ad un risultato.
L’unica vera sorpresa è costituita dalla perdita, da parte del Partito socialista, del Dipartimento della sanità e della socialità. Il mantenimento del controllo sul ministero della sanità era uno degli obiettivi dichiarati dei socialisti durante la campagna elettorale. La sconfitta subita alle urne ha evidentemente indebolito la forza negoziale della sinistra. Manuele Bertoli, il consigliere di Stato socialista, è ora a capo del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, mentre la sanità è stata attribuita al neoeletto ministro popolare-democratico Paolo Beltraminelli.
La liberale-radicale Laura Sadis, nuova presidentessa del governo, mantiene il Dipartimento delle finanze e dell’ec0nomia. Nessun cambiamento neppure alla testa del Dipartimento del territorio, che rimane nelle mani del consigliere di Stato della Lega dei Ticinesi Marco Borradori. Il neoeletto collega di partito Norman Gobbi dirigerà il Dipartimento delle istituzioni.
Sembra che Laura Sadis sarebbe stata anche disposta a lasciare il Dipartimento delle finanze per assumere la responsabilità del ministero dell’educazione, storicamente rivendicato dal Partito liberale-radicale. Dal punto di vista politico sarebbe stato indicato che dopo la vittoria alle urne, la Lega dei Ticinesi, che nel campo delle finanze avanza importanti rivendicazioni, chiedesse la direzione delle finanze. Ma ciò non sembra essere stato il caso.
I ministri leghisti hanno così dimostrato la loro autonomia dalla direzione della Lega, che avrebbe auspicato una attribuzione delle responsabilità che meglio rispecchiasse i nuovi rapporti di forza. La distribuzione delle cariche all’interno del nuovo governo ticinese presenta quindi meno sorprese di quanto ci si sarebbe potuto attendere.
Red.
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