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Attentato a Marrakesh: rimpatriate le due ticinesi

30 aprile 2011 – 16:07Nessun Commento

L'ambulanza volante della Rega (foto Rega)

Cristina Caccia (27) di Cadenazzo e Morena Pedruzzi (27) di Lavorgo, ferite nell’attentato di giovedì scorso, in pieno centro a Marrakech, sono state rimpatriate ieri sera e sono ora ricoverate presso l’ospedale universitario di Zurigo. Le loro condizioni rimangono gravi ma non si teme per la loro vita. Cresce invece la preoccupazione per i loro due compagni, Corrado Mondada e André Da Costa. Di loro manca ancora ogni traccia.

Più passano le ore, più si teme per il destino di Corrado Mondada e André Da Costa. I due ragazzi -rispettivamente di 25 e 23 anni- erano in compagnia di Cristina e Morena al momento dello scoppio della bomba omicida avvenuto nel caffè Argana, in piazza Jemaa el Fna, a Marrakesh giovedì scorso.

Ieri sera, con un volo della Guardia svizzera di soccorso, (REGA) Cristina e Morena sono state rimpatriate. Ora sono ricoverate presso la clinica universitaria di Zurigo. Soffrono di ustioni di primo e secondo grado e di ferite causate dai chiodi contenuti nell’ordigno. Le loro condizioni rimangono serie ma secondo i sanitari la loro vita non è in pericolo.

Se per le due ragazze, parenti e amici possono ora tirare un sospiro di sollievo, le preoccupazioni sono ora tutte per i loro compagni: Corrado Mondada di Sementina e André Da Costa di Cadenazzo, dei quali non si hanno più notizie. I funzionari dell’ambasciata elvetica in Marocco, da due giorni stanno passando al setaccio tutte le cliniche e gli ospedali della zona.

In effetti, secondo le autorità marocchine, in una clinica privata di Marrakesh sono stati rintracciati tre feriti dell’attentato che a causa della mancanza di documenti non hanno ancora un’identità. Si spera che Corrado e André siano fra questi.

Una bomba telecomandata

L’inchiesta degli inquirenti marocchini prosegue. Ieri, il ministro dell’interno marocchino Taeb Cherkaoui, ha precisato che a causare la strage nel bar di Marrakesh, (18 morti) è stato un ordigno telecomandato. L’esplosivo, secondo il ministro, era nitrato di ammonio utilizzato dagli integralisti islamici negli attentati di Londra nel 2005 che provocarono 56 morti e 700 feriti.Si confermerebbe, dunque, che dietro la bomba del Caffè Argana di giovedì scorso c’è la firma dell’Aqmi, Al Qaeda nel Maghreb isalmico. Lo stesso gruppo che all’ inizio di questa settimana aveva postato su Youtube un filmato in cui annunciava l’imminente attentato.

Mario Besani

 

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