Lago Maggiore: navigazione minacciata dai tagli di Roma
La valorizzazione turistica del lago Maggiore potrebbe venir messa in pericolo dalle misure di risparmio del governo di Roma. È quanto denuncia l’interrogazione inoltrata al governo ticinese dal deputato della Lega dei Ticinesi Fabio Badasci, sostenuta da tutti i parlamentari del Locarnese.
La navigazione sul lago Maggiore è completamente in mano all’Italia (mentre quella del lago di Lugano alla Svizzera). I ventilati tagli del 40% delle sovvenzioni per la navigazione sulle acque del Verbano, ma anche del Lario e del lago di Garda, potrebbe portare ad una diminuzione dei collegamenti.
Una eventualità che nel caso del lago Maggiore renderebbe vani gli sforzi fatti per migliorare l’offerta turistica, ad esempio con la ristrutturazione delle infrastrutture turistiche presenti alle isole di Brissago, che sarà terminata tra pochi mesi e per la quale il Ticino ha speso 2,9 milioni di franchi.
Nell’interrogazione si sottolinea come a più riprese gli Enti turistici del Locarnese abbiano chiesto un potenziamento del trasporto per le isole e specialmente un prolungamento stagionale e serale del servizio, il tutto senza importanti riscontri. Il problema è stato segnalato anche al governo svizzero a Berna dal consigliere nazionale Fabio Abate con una lettera all’Ufficio dei trasporti.
La navigazione sul lago Maggiore è sicuramente un tema sul quale sono sensibili anche le province italiana confinanti. Varese ha da poco inaugurato il restaurato eremo di santa Caterina del Sasso, e per la provincia di Verbano Cusio Ossola il lago rappresenta un richiamo turistico di grande importanza. I tagli proposti da Roma nell’ambito del Patto di stabilità hanno già suscitato le reazioni di Raffaele Cattaneo, l’assessore ai trasporti della regione Lombardia, che ha invitato i deputati lombardi ad intervenire per opporsi al provvedimento.
L’interrogazione di Fabio Badasci, oltre a chiedere al consiglio di Stato ticinese se ha avuto risposte da Berna in merito all’intervento di Abate, suggerisce di coinvolgere la Regio Insubrica in merito a questo problema, per cercare di influenzare i processi decisionali in corso a Roma. Infine viene ventilata la possibilità di rivedere l’accordo con l’Italia sulla navigazione sul lago Maggiore.
Red.
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