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Frontalieri e dumping salariale

16 novembre 2010 – 14:02Nessun Commento

(foto cc richardmasoner)

Contro il dumping salariale nel settore del commercio al dettaglio, lo Stato può solo vigilare affinché le aziende rispettino le disposizioni legali vigenti, federali e cantonali, sanzionando le imprese che violano tali norme.

È questa in sintesi la risposta del Governo ticinese alle preoccupazioni espresse dai deputati socialisti Raoul Ghisletta e Saverio Lurati sul dumping salariale osservato in certe fasce del commercio al dettaglio, praticato approfittando del serbatoio di manodopera proveniente dall’Italia.

Dal 2005 al 2010 il numero dei frontalieri impiegati nel settore del commercio al dettaglio è salito da 2465 a 3490. Complessivamente, il numero dei frontalieri occupati in Ticino è attualmente di 45′646. L’aumento negli ultimi anni è stato significativo, ma va considerato il fatto che sono aumentati anche i posti di lavoro, che hanno raggiunto quota 174′000.

Affinché l’evoluzione del mercato del lavoro non spalanchi le porte a fenomeni di dumping salariale e di precariato sociale a danno della manodopera locale e dell’intera collettività, è necessario monitorare costantemente la situazione. Per questa ragione, si sottolinea nella risposta di Bellinzona, il Governo ticinese è intervenuto energicamente presso la Segreteria di Stato dell’economia di Berna per contrastare la proposta di diminuire il numero degli ispettori sussidiati dalla Confederazione per il controllo del mercato del lavoro.

Il Governo ticinese ricorda anche che lo scorso mese di ottobre l’Ufficio cantonale di conciliazione ha deciso di adeguare, a partire dal 2011, i salari minimi del Contratto normale di lavoro del settore della vendita al dettaglio:
- per il personale senza certificato federale di capacità da 2′870 a 3′000 franchi mensili;
- per il personale con certificato federale di capacità o formazione equivalente: con formazione di 2 anni da 3′100 a 3′210 franchi mensili; con formazione di 3 anni da 3′310 a 3′410 franchi mensili.

Peccato solamente che questi salari abbiano un semplice valore indicativo, e non vengano fatti rispettare. Sull’evoluzione della disoccupazione e l’evoluzione del frontalierato in Ticino l’Osservatorio del mercato del lavoro dell’Istituto di ricerche economiche sta completando uno studio che dovrebbe chiarire se vi sia effettivamente un fenomeno di sostituzione, da parte delle aziende operanti in Ticino, della manodopera locale con manodopera estera. I risultati dello studio dovrebbero essere presentati entro la fine del 2010 e saranno un utile strumento di partenza per delineare meglio il quadro della situazione.

Red./Comunicati

 

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