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Lotta contro il dumping salariale in Ticino

7 dicembre 2013 – 08:48Nessun Commento

Call centre (foto cc vlima)

Nel settore dei call center, in quello degli istituti di bellezza e in diversi centri centri fitness ticinesi la Commissione tripartita per la sorveglianza del mercato del lavoro ha riscontrato casi di violazione delle norme sui minimi salariali. Le ditte inadempienti di questi settori, sottoposti dall’inizio dell’anno a un contratto normale di lavoro, sono state sanzionate.

A partire dall’anno prossimo entrerà in vigore anche l’obbligo di un contratto normale di lavoro per gli impiegati , mentre verrà rinnovato per tre anni quello per i call center. La Commissione tripartita intende anche avviare una procedura di adozione di un contratto normale di lavoro nel settore degli informatici, dove un’inchiesta ha rivelato una percentuale di abusi gravi del 28%.

Nel mirino anche le agenzie di prestito di personale. Sono state effettuate verifiche sui salari versati al personale collocato dalle aziende del prestito di personale nei settori dell’industria chimica e farmaceutica, dell’industria meccanica, dell’industria grafica, dell’industria alimentare e di generi voluttuari, dell’industria orologiera e quella dei trasporti pubblici. In questi settori, per quanto riguarda il personale preso a prestito, attualmente non vige l’obbligo di rispetto dei salari minimi.

L’inchiesta ha dimostrato una situazione di dumping, motivo per cui la Commissione tripartita (CT) ha deciso di proporre al Consiglio di stato l’estensione, attraverso la procedura agevolata, del contratto collettivo di lavoro del settore del prestito di personale, per rendere obbligatorio il rispetto dei salari minimi ai settori attualmente esclusi.

Nel settore della vendita al dettaglio è stata condotta un’inchiesta in vista della scadenza del contratto il 30 marzo 2014. Considerato lo stato di avanzamento dell’inchiesta e dei risultati emersi, la CT ritiene verosimile un rinnovo pluriennale del contratto. Nel settore delle fiduciarie è stata avviata avviata una inchiesta i cui risultati verranno resi noti in gennaio.

Red./Comunicato

 

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