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Credit Suisse: pronto per lo spezzatino

19 ottobre 2010 – 09:07Nessun Commento

Hans-Ulrich Doerig, presidente del CdA di Credit Suisse, afferma che la seconda banca elvetica è pronta a spalmare le proprie attività su altri istituti del gruppo. Si tratta di una risposta al pacchetto elaborato da un gruppo di esperti della Confederazione voluto per ridurre i rischi che le grandi banche possono provocare sull’economia del paese in caso di crisi finanziarie.

“Too big to fail” troppo grandi per fallire. La recente crisi finanziaria e il coinvolgimento delle grandi banche hanno costretto le istituzioni di tutto il mondo a chinarsi sul problema dei grandi istituti di credito che in caso di crisi non espongono solo se stesse e i loro clienti ma tutta l’economia di un paese. E’ stato il caso delle due più importanti banche elvetiche, CS e UBS, fortemente colpite dalla recente crisi finanziaria. Per salvare UBS, ad esempio, lo stato è dovuto intervenire con oltre 60 miliardi di franchi pubblici per impedire il fallimento dell’istituto.Proprio per questo, gli esperti della Confederazione hanno elaborato un pacchetto di misure per evitare il ripetersi di situazioni del genere.Proprio per questo il presidente del CdA del Credit Suisse Hans-Ulrich Doerig, in un’intervista al domenicale “Sonntag” ha detto che in caso di crisi, la banca potrebbe trasferire le attività più importanti a un istituto sotto il suo controllo, come l’Argauer Bank.

Oltre all’Argauer Bank, il CS possiede in Svizzera anche la banca privata zurighese Clariden Leu. Doerig ha precisato al settimanale che le riflessioni su una possibile divisione del CS in caso di necessità sono tuttora in corso e che nessuna decisione definitiva è stata adottata.

“Bisogna infatti ancora valutare quali divisioni e quali dipendenti andrebbero trasferiti”, ha precisato il presiedente del CdA. “Le divisioni di maggiore importanza potrebbero anche essere trasferite in una nuova banca, a condizione che quest’ultima possa essere costituita nello spazio di poche ore o giorni e dotata di un capitale, affinché possa essere da subito operativa”, ha precisato al domenicale. Insomma, Doerig fa capire che la seconda banca elvetica è pronta a fare lo “spezzatino” se la situazione dovesse richiederlo. Il pacchetto elaborato dagli esperti della Confederazione, secondo il numero uno di CS“dovrebbe però essere approvato in tempi brevi e nella sua globalità dal Parlamento affinché la banca possa pianificare il futuro con una certa sicurezza”.

Red.

 

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