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Frontalieri: RW 2009

26 agosto 2010 – 12:09Nessun Commento

Lavoratore su un cantiere (foto Infoinsubria)

Il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi si avvicina. Nonostante l’entrata in vigore dell’esenzione, per i frontalieri domiciliati nella fascia di confine, dall’obbligo di dichiarare i loro averi in Svizzera, qualche dubbio rimane. Per esempio riguardo ai termini di applicazione del provvedimento che li solleva dal monitoraggio fiscale. Concretamente: per il 2009 va ancora compilato il quadro RW, oppure no?

L’esonero, per i frontalieri, dall’obbligo di dichiarare i propri averi in Svizzera comprende già i redditi del 2009, afferma Sergio Aureli, responsabile della Sezione frontalieri del sindacato UNIA. Non per niente, spiega, il Decreto legge che lo introduce è datato 31 maggio 2010. Il periodo fiscale inizia il 1 giugno, e quindi non ci sono dubbi: il frontaliero attivo professionalmente in Svizzera, in Italia è escluso dal monitoraggio fiscale e non deve dichiarare nulla. I suo doveri fiscali li adempie pagando l’imposta alla fonte svizzera, che in parte viene poi riversata ai comuni italiani di confine come prevede la Convenzione sulla doppia imposizione fra l’Italia e la Svizzera.

Naturalmente questa esenzione vale fintanto si è frontalieri, cioè si lavora in Svizzera e si abita in Italia. Se questa condizione cessa, ci sono due soluzioni: i conti in Svizzera vanno liquidati, o vanno dichiarati al fisco italiano secondo le prescrizioni in vigore per i non frontalieri.

Ancora poco chiaro è anche il modo in cui le autorità fiscali del Canton Ticino intendono tradurre in pratica la decisione del Tribunale federale svizzero del 26 gennaio 2010, che riconosce ai frontalieri la possibilità di dedurre i costi di trasporto sostenuti per recarsi a lavorare in Svizzera. La decisione non è stata molto apprezzata in Ticino, in quando provocherebbe una diminuzione degli introiti fiscali valutata a circa 20 milioni di franchi. Un salasso che il Dipartimento delle finanze vorrebbe evitare.

Tanto più che i funzionari dell’amministrazione cantonale sostengono che l’aliquota dell’imposta alla fonte attuale è stata fissata tenendo già conto delle spese di trasporto. Se ai frontalieri verrà riconosciuta la possibilità di dedurre le spese chilometriche effettive, come chiede il Tribunale federale, le autorità fiscali potrebbero quindi decidere di compensare le minori entrate semplicemente aumentando l’aliquota fiscale.

Ne sapremo di più entro la fine dell’anno.

Michele Andreoli

 

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