Ticino Connection: di tutto e di più
In occasione della presentazione della edizione italiana del suo libro “Operazione sotto copertura. Come ho infiltrato i cartelli della droga” l’ex commissario della polizia ticinese Fausto Cattaneo preannuncia nuove rivelazioni sui legami fra criminalità organizzata e la piazza finanziaria ticinese.
Ci sono voluti nove anni prima che il libro di Fausto Cattaneo uscisse anche in italiano. Non ci vuole molto a indovinare il perché. Il Ticino di Fausto Cattaneo non è il Ticino dei boccalini, delle rilassanti gite in montagna e degli alberghi a cinque stelle. E non è neppure un Ticino popolato da politici lungimiranti, da magistrati integerrimi e banchieri onesti ed efficienti. È invece un Ticino inquietante, crocevia di loschi traffici, dove gli alberghi a cinque stelle diventano il luogo di ritrovo degli emissari della criminalità internazionale, e dove studi legali, banche e società finanziarie servono ai trafficanti di droga a nascondere l’origine dei loro guadagni.
L’edizione italiana del libro, pubblicata dall’editore Capelli di Mendrisio, è stata presentata dallo stesso Cattaneo, dal consigliere agli Stati Dick Marty e dal prof. Nicolas Giannakopoulos, presidente dell’Osservatorio criminalità organizzata di Ginevra. La giornalista Franca Verda Hunziker, moderatrice della serata, ha messo in evidenza l’originalità della testimonianza di Cattaneo, che non propone solo un resoconto sulle indagini svolte, ma svela anche i risvolti umani e meno conosciuti di questo tipo di operazioni.
Nuove rivelazioni
In un nuovo capitolo, che prefigura le tematiche che verranno approfondite nel suo prossimo libro, Fausto Cattaneo abbandona l’ambiente dei voli intercontinentali e dei boss dai nomi esotici per avvicinarsi a personaggi dai nomi familiari, protagonisti della vita politica ed economica locale.
La lista è lunga. Si passa dall’ex consigliere nazionale Gianfranco Cotti, all’attuale capo della polizia Romano Piazzini, agli avvocati Luisa Gianella-Brioschi ed Elio Borradori, Non si salvano nemmeno magistrati come Carla Del Ponte o Bruno Balestra.
Il punto di partenza è l’ultima inchiesta svolta da Cattaneo, l’operazione “Mato Grosso”, che aveva come obiettivo di colpire i cartelli brasiliani della droga. Portata avanti fra mille difficoltà, questa inchiesta ha poi portato alle dimissioni di Cattaneo dalla polizia nel 1994. Secondo Cattaneo, questa inchiesta, rimasta incompiuta, è un esempio di come “gelosie, invidie, vecchi rancori e la forte ricerca di rapidi successi investigativi” abbiamo contribuito a bruciare un patrimonio investigativo di grande valore.
Nel corso delle indagini erano emersi dei contatti fra personaggi legati alle organizzazioni criminali destinatarie della droga brasiliana e la fiduciaria di Chiasso Fimo SA. Negli uffici di questa società, secondo le testimonianze del pentito Joe Cuffaro raccolte dagli inquirenti americani, e riprese poi dal giudice Falcone, avrebbe lavorato un emissario dei clan siciliani dei Madonia e dei Ciulla. Un’altro caso ricordato da Cattaneo è quello dell’avvocato Francesco Moretti di Lugano, il riciclatore dei soldi della n’drangheta. Casi che secondo Cattaneo, non sono stati approfonditi, e che rappresentano un esempio di “come la criminalità organizzata, ormai da anni, sia infiltrata nelle nostre istituzioni.”
La corruzione è più pericolosa del terrorismo
L’arresto del ragazzo che ha venduto una dose per pagarsi la sua, o del contadino boliviano che cerca di passare la dogana con un paio di chili di droga, sono fonte di plauso, e aiutano a fare carriera.”Ma non appena l’inchiesta si avvicina ai banchieri, ai politici, alle finanziarie, il magistrato comincia ad avere problemi,” ha affermato Dick Marty, ricordando la sua esperienza di procuratore pubblico.
Il principale ostacolo alle indagini va dunque troppo spesso cercato dentro le istituzioni, magari proprio dentro quelle preposte alla lotta contro il crimine e contro le organizzazioni criminali. Corruzione non vuol sempre dire bustarelle. Può voler dire anche chiudere un occhio, lasciar correre in cambio di un favore, cedere all’avidità e alla sete di guadagno, che fanno dimenticare etica e principi morali. Secondo Dick Marty “Non è il terrorismo il pericolo per democrazia occidentale. Il vero pericolo è la corruzione.” E Cattaneo gli fa eco:” La corruzione è il male di tutti i mali. Non si può lottare contro la criminalità senza lottare contro la corruzione.”
Michele Andreoli
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Complimenti a Infoinsubria e al collega Michele Andreoli che ha stilato un resoconto conciso della serata di presentazione del libro, colgliendone i momenti salienti . Sarebbe interessante sapere quanto seguirà, perché sulle nuove “fastidiose” rivelazioni di Fausto Cattaneo sembra già essere calato un silenzio inquietante…
La serata della presentazione del libro é stata molto interessante. Mi associo al commento di Franca.