Dick Marty: depenalizzare mondialmente la droga
Provocazione o realismo? La proposta del senatore ticinese a Berna, che sarà pubblicata in un’intervista venerdì sul quotidiano austriaco Kurier, è comune destinata a fare discutere. Tanto più che proviene da un ex Pubblico ministero che per quindici anni è stato in prima linea nella lotta al crimine organizzato e allo spaccio di stupefacenti.
Saranno in molti a storcere il naso. La proposta di depenalizzare, in tutto il mondo, tutte le droghe, compreso quelle pesanti, può apparire una provocazione fine a se stessa. Ma Dick Marty, che è stato per anni in prima linea quale pubblico ministero a Lugano, nella lotta contro il crimine e la droga, sicuramente sa quello che dice. In alcuni stralci dell’intervista che il quotidiano di Vienna Kurier pubblicherà venerdì, precisa perché è arrivato a questa conclusione.
“Divieti e repressione hanno portato a un fallimento totale. La proibizione delle droghe dure fa soltanto salire i prezzi e porta benefici notevoli alle mafie, ma non riduce l’accesso agli stupefacenti”.
E ancora: “Dobbiamo privare i criminali di questi benefici”. Interrogato su ciò che lo ha portato a cambiare idea su questo tema, il consigliere agli Stati spiega che sono “sempre i più piccoli” a finire davanti ai giudici, mentre i baroni della mafia agiscono perlopiù indisturbati, risiedono in alberghi di lusso e dispongono di relazioni privilegiate con il mondo dell’economia. Inoltre, aggiunge, “non è mai stato così facile procurarsi della droga”. Marty è tuttavia scettico su una simile legalizzazione internazionale e conclude dicendo che non vivrà abbastanza a lungo per vedere realizzata la sua proposta. Red
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