Non pone problemi il divieto dei sacchetti di plastica
Dal primo gennaio in Italia sono stati messi al bando i sacchetti di plastica non biodegradabili. I consumatori si sono adeguati di buon grado alla novità, dimostrando di condividere il provvedimento.
Molti consumatori si sono presentati all’appuntamento, con la “sporta della nonna” (che secondo un sondaggio di Legambiente dello scorso settembre, viene preferita alle buste biodegradabili), altri sono stati presi alla sprovvista. Ancora per qualche tempo comunque i supermercati potranno offrire le “vecchie” buste, perché la legge prevede “lo smaltimento delle scorte”, ma “solo a titolo gratuito’’.
A Milano i supermercati della Esselunga hanno affisso un cartello invitando i clienti a utilizzare gratuitamente i sacchetti di plastica, per esaurirli, oppure ad acquistare quelli regolamentari, biodegradabili e riutilizzabili, a 99 centesimi l’uno. Nei supermercati romani si possono trovare sia le nuove sporte biodegradabili con tanto di logo, a 10-20 centesimi invece che a 5, sia le vecchie buste di plastica, e ci vorrà ancora qualche mese per smaltire l’arretrato. A Torino nel maggiore centro commerciale della città sono presenti solo le nuove buste biodegradabili, a 10 centesimi l’una e con la scritta ”riutilizzami”. In tutta Italia i supermercati della Coop hanno adottato le buste biodegradabili già dal maggio del 2009.
Positivi, in generale i commenti dei consumatori: ”era ora, tutti sapevano che facevano male”. Ma non è mancata qualche critica ai nuovi sacchetti biodegradabili, definiti in alcuni casi ”fragili” e ”difficili da maneggiare”. Grazie al provvedimento, nel 2011 in Italia ci saranno circa 20 miliardi di sacchetti di plastica da smaltire in meno.
Mediamente in Italia si consumavano oltre 300 sacchetti di plastica a testa all’anno, che andavano a inquinare l’ambiente in modo pressoché permanente, poiché occorrevano almeno 200 anni per decomporli. Il problema non si limita a quello che si vede tra i rifiuti delle città.
L’associazione dei coltivatori italiani Coldiretti sottolinea le conseguenze nocive dell’uso dei sacchetti plastica che prima vanno a inquinare i fiumi, che ad ogni piena si trasformano in vere discariche; negli oceani sono state osservate vere e proprie isole di plastica degli oceani formatesi per un gioco di correnti là dove si accumulano quantità enormi di rifiuti plastici galleggianti che quando si degradano avvelenano le catene alimentari, uccidendo migliaia di animali e soffocando gli organismi sul fondo dei mari. Sulla terraferma spesso i rifiuti di plastica sono bruciati e ciò comporta l’emissione di sostanze clima-alteranti come l’anidride carbonica e inquinanti come le diossine, composti pericolosissimi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
L’inquinamento derivante dai sacchetti non è legato solo allo smaltimento, ma anche alla produzione. Si stima, infatti, che per produrne 200 mila tonnellate vengano bruciate 430 mila tonnellate di petrolio. Le alternative al sacchetto di plastica sono numerose. Si va dal ritorno alle tradizionali sporte in fibre naturali del passato alla sostituzione della plastica con materiali innovativi biodegradabili come i nuovi ecoshopper realizzati in bioplastica ricavata da mais e da altre materie vegetali. Con mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole, spiega la Coldiretti, è possibile produrre circa 100 bustine di bioplastica non inquinante (bio shopper).
Nei mercati e nei punti vendita degli agricoltori di Campagna Amica sono molteplici le iniziative per favorire questo passaggio come i progetti “Porta la Sporta” e “Compostiamoci meglio”. La Coldiretti di Rovigo ha ideato e messo a disposizione dei frequentatori dei mercati di Campagna amica, una capiente borsa riutilizzabile con i loghi “Punto campagna amica” e “Coldiretti 100% solo prodotti agricoli italiani”. Una shopper in vero cotone naturale con grammatura di 250 grammi al metro quadro: praticamente indistruttibile e non paragonabile alle leggere borse di iuta che si trovano comunemente in vendita.
Red./Comunicati Coldiretti, Confcommercio
www.campagnamica.it
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