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Un festival dedicato all’Insubria

26 maggio 2010 – 19:22Nessun Commento

Varese capitale dell'Insubria (foto Terra Insubre)

Con il grande successo del concerto del gruppo musicale folk irlandese The Chieftains è iniziata a Varese la 4a edizione del Festival “Insubria, terra d’Europa”. La manifestazione propone una immersione nelle diverse sfaccettature dell’identità insubrica con un ricco programma che abbraccia tutta la “cultura” del territorio.

Marco Peruzzi, il presidente di Terra Insubre, l’associazione che organizza l’appuntamento, ha sottolineato il desiderio di voler dare spazio, quest’anno, anche alle tematiche relative all’ambiente. Il convegno “Identità ed ecologia – difendere la terra d’Insubria” propone, sabato 29, una riflessione sul “disagio collettivo provocato dalla mancata attuazione di politiche di limitazione delle fonti inquinanti”.

La realtà imprenditoriale del territorio sarà rappresentata nel convegno L’Insubria con le ali”, nel quale avranno la parola i protagonisti dell’industria aerospaziale varesina – Aermacchi e Agusta – , le colonne portanti dell’economia della provincia.

Diversi appuntamenti sono dedicate alle fiabe e alle leggende del folklore insubre. Grande importanza viene ovviamente data alla lingua, il lombardo occidentale, che si cerca di promuovere con iniziative tanto originali quanto popolari. Basti pensare al successo della versione doppiata in lombardo occidentale del western di John Ford “Sentieri selvaggi”, l’ormai celebre “Se ta cati ta copi”, realizzata dal Teatro popolare della Svizzera italiana (Tepsi), che verrà proiettato venerdì 28 maggio.

In occasione della presentazione del Festival, Yor Milano ha annunciato in anteprima la prossima uscita di un nuovo film doppiato, “Düü testimon scomud” di Billy Wilder. Per chi non avesse capito, si tratta di “A qualcuno piace caldo”.

In origine erano previsti anche degli interventi della Fondazione Hermann Hesse di Montagnola. La Fondazione ha però disdetto la partecipazione, in quanto la famiglia di Hermann Hesse ha ritenuto che gli scopi dell’associazione promotrice del Festival di Varese fossero troppo lontani dal pensiero di Hermann Hesse. Si è pensato probabilmente al carattere fortemente identitario della manifestazione, ritenuto poco conciliabile con la personalità cosmopolita e multiculturale dello scrittore. La decisione è stata deplorata dall’Associazione Terra Insubre, che ha sottolineato il carattere strettamente culturale dei propri orientamenti. Dell’opera di Hermann Hesse parleranno ora altri studiosi.

Il Festival si conclude con un aggiornamento sui ritrovamenti celtici in Insubria, nell’ambito di una ricerca e valorizzazione di radici lontane che fra gli insubrici lombardi è molto sentita.

Michele Andreoli

 

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