Soldi e diamanti tra Como e la Svizzera
La procura di Como ha chiuso l’inchiesta su una milionaria fuga di capitali all’estero, con tanto di contrabbando di diamanti e oro. In tutto sono 59 le persone accusate – a vario titolo – di associazione a delinquere, riciclaggio di denaro e contrabbando.
Cinque anni di indagine che hanno portato i finanzieri a sequestrare oltre cento chili d’oro, un centinaio di carati di diamanti e ben oltre due milioni di euro in contanti (comprese buste piene di dollari e di sterline inglesi). Numeri che, da soli, non aiutano a comprendere le dimensioni del giro scoperto da gdf e procura (l’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Mariano Fadda), le quali nel solo periodo compreso tra ottobre 2004 e novembre 2005 hanno potuto accertare, grazie a intercettazioni telefoniche (ben 65 le utenze ascoltate dagli inquirenti), pedinamenti e sequestri il passaggio da Como ai forzieri del Ticino di almeno 800mila euro ogni giorno, per un totale di oltre 31 milioni di euro in poco più di un anno. Gli investigatori pensano anche di essere riusciti a ricostruire l’organigramma di una sorta di organizzazione (comunque tutta da dimostrare, alla prova dei fatti di un eventuale processo) che si occupava di prendere in deposito i risparmi che decine di imprenditori del nord Italia nascondevano al fisco per inviarli in fiduciarie e banche svizzere o verso i paradisi fiscali.Da: La Provincia
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